martedì 25 aprile 2017

L’attività cognitiva è influenzata dalla flora batterica intestinale.


L’attività cognitiva è influenzata dalla flora batterica intestinale.

L’attività cognitiva è influenzata dalla flora batterica intestinale alterata da diete ricche di zuccheri o di grassi
Grassi e dolci danneggiano la flora batterica intestinale e, di conseguenza, è danneggiata la funzione cognitiva.
L’attività cognitiva è influenzata negativamente dalle diete ricche di grassi e/o di zuccheri, che alternano la flora batterica intestinale. Uno studio condotto presso l’Università dello Stato dell’Oregon indica che sia le diete ricche di zucchero che quelle ricche di grassi, rispetto a una dieta normale, causano mutazioni nella flora batterica intestinale che sembrano connesse con una perdita significativa di “flessibilità cognitiva”, vale a dire della capacità di adattarsi al cambiamento di situazioni. 
Le più dannose sembrano essere le diete ad alto contenuto di zucchero, che danneggiano anche l’apprendimento giovanile per compromissione della memoria, sia a breve che a lungo termine.
La ricerca è stata condotta in Laboratorio sui topi che vennero nutriti in modo diverso e poi sottoposti a una serie di test, come quello del labirinto acquatico, per monitorare i cambiamenti delle loro funzioni mentali e fisiche, e associati all’impatto su vari tipi di batteri. Le scoperte sono state pubblicate nella rivista Neuroscience.
Kathy Magnusson, professore presso l’OSU College of Veterinary Medicine and e ricercatore principale del Linus Pauling Institute, ha detto: “è sempre più chiaro che i batteri che vivono nel nostro intestino, o microbiota, possono comunicare con il cervello umano. I batteri possono rilasciare delle sostanze che agiscono come neurotrasmettitori, stimolare i nervi sensoriali o il sistema immunitario e influenzare un’ampia gamma di di funzioni biologiche. Non siamo certi di quali messaggi vengono inviati, ma stiamo rintracciando i percorsi e gli effetti.”
I topi si stanno rivelando assai utili come modello per studi rilevanti per gli umani – ha detto Magnusson – su temi come l’invecchiamento, l’obesità, la memoria spaziale e altro ancora.
Nella presente ricerca, dopo solo quattro settimane di dieta ricca di grassi o di zuccheri, la performance dei topi in vari test su funzioni fisiche o mentali incominciò a decadere, rispetto agli animali a dieta normale. Il cambiamento più significativo si è avuto in quella che i ricercatori chiamano “flessibilità cognitiva”.
Magnusson ha commentato così: “il decadimento della flessibilità cognitive in questo studio è stato forte.” Questo vuol dire che di fronte a un problema inatteso – anche piccolo – non si è in grado di trovare soluzioni efficaci a risolverlo.
Questo studio è stato condotto su animali giovani – ha detto Magnusson, i quali normalmente hanno un sistema biologico più integro e perciò più capace di resistere alle influenze patologiche del loro microbiota. Se ne può dedurre che i risultati dello studio sarebbero stati ancora più severi se lo studio fosse stato condotto su una popolazione anziana.
 

Quella che viene indicata come “dieta occidentale”, ricca di grassi e zuccheri semplici è stata messa in relazione con una varietà di malattie croniche negli Stati Uniti, includenti l’obesità sempre più diffusa e un’aumentata incidenza di malattia di Alzheimer. (Science daily, June 22, 2015)
http://frontelibero.blogspot.it/2017/04/lattivita-cognitiva-e-influenzata-dalla.html 

lunedì 24 aprile 2017

Le proprietà del tè: la guida pratica

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Si tratta della bevanda più diffusa al mondo dopo l’acqua. Curiosamente, però, non tutte le proprietà del tè sono conosciute: non è una bevanda “solo” buona, ma anche benefica, al punto di potere essere considerato un vero e proprio medicinale naturale. Vediamo quali sono le principali caratteristiche da tenere presente.

Earl Gray, Darjeeling, Gunpowder. Nero, Lampsang Suchong, Oolong, Sencha… Tante varietà, un’unica preziosissima sostanza: il tè. Conosciuto e amato in tutto il mondo, tanto da essere la seconda bevanda più diffusa dopo l’acqua, il tè si ricava dalle foglie essiccate della Camellia Sinensis, pianta diffusa soprattutto in Cina, India, Sri Lanka, Malesia e Giappone.

Ma il tè non è solo buono e dissetante: dentro una tazza di tè si trova un elisir di lunga vita e di salute insuperabile. Il tè, infatti, contiene molte sostanze fondamentali che ne fanno una bevanda dalle virtù antiossidanti, ma non solo: vediamo meglio quali sono le principali.

Le proprietà del té, un vero e proprio medicinale naturale

Bio-flavonoidi (detti anche vitamina P): sostanze antiossidanti capaci di contrastare la diffusione dei radicali liberi e quindi l’invecchiamento cellulare. Al tal proposito un’equipe di oncologi nipponici ha studiato questo strano paradosso: i giapponesi, pur essendo uno dei popoli con più alta percentuale di fumatori, ha un tasso di tumori ai polmoni estremamente basso. Il merito sarebbe dell’Egcg (epigallocatechina), un polifenolo contenuto soprattutto nel té verde, che sembra rallenti la diffusione delle cellule tumorali e che costituisce una tra le più sorprendenti proprietà del té. Ma i flavonoidi, grazie alle loro virtù antiossidanti, agiscono sull’intero organismo, dando innumerevoli benefici: proteggono il sistema cardiovascolare, riducendo notevolmente il rischio di infarto, di ipertensione e di aterosclerosi.
Vitamina E, vitamina C e vitamine del gruppo B: presenti in tutti i tipi di té in grande quantità, sono indispensabili per il buon funzionamento dell’organismo ed efficaci nel riparare -tra gli altri- i danni causati dal fumo e dall’inquinamento.

Aminoacidi (come la teanina): hanno una azione rilassante. Il tè infatti, al contrario del caffé, pur essendo uno stimolante che favorisce la concentrazione, non provoca agitazione, anzi, è capace di rilassare senza causare sonnolenza!
Oligoelementi: anche questi vanno considerati rendono più forti capelli, unghie e smalto dentale

E questi sono solo gli effetti più notevoli. Il té è utile anche in caso di diarrea, infezioni dell’apparato gastrointestinale, alitosi, mal di testa. Insomma, una vera panacea.
E per chi è intenzionato a perdere qualche chilo di troppo, ricordiamo che tra le proprietà del té c’è anche quella di aiutare a bruciare i grassi senza che questo abbia effetti negativi per il cuore e il sistema nervoso: si tratta di una bevanda ad apporto calorico pari a zero e in più il té non contiene colesterolo.
Ne basta una tazza al giorno, meglio se bevuto al naturale o dolcificato con miele o zucchero di canna. Ogni volta che assaporerete questa bevanda amarognola dalla storia antica saprete di bere dei veri e propri sorsi di salute.

http://www.tuttogreen.it/guida-alle-proprieta-del-te/

domenica 23 aprile 2017

I VELENI PSICOLOGICI... E COME SALVARSI


Tutte le nostre malattie, incidenti, la rabbia e la scontentezza della vita sono il risultato dei veleni informazionali che occupano la psiche.
- Ti sei ammalato. Come mai? Il giorno prima qualcuno ti ha mosso delle accuse.
- Sei scivolato e ti sei preso un colpo. Come mai? Perché un'ora prima qualcuno ti ha criticato ingiustamente.
- Senti una forte stanchezza e non vuoi vivere perché un membro della famiglia ti offende continuamente.
- Sei spaventata e hai paura di fare anche una cosa semplice, perché qualcuno ha detto che sei buona a nulla.


Sei debole. Sei stato vinto. La tua anima è sotto l'occupazione.

I veleni psicologici minano il sistema immunitario. Purtroppo, non puoi impedire alla gente di criticarti, ma puoi non ascoltarla. Significa, non pensare a ciò che senti, non fartelo entrare nella testa.

Basta saper fare due cose:
1. Riconoscere il veleno.
2. Impedire che entri nella testa. Questa è una cosa un po' più difficile. Per questo nella tua testa devono esserci due blocchi:
"PROVO UNO SCONFORTO, SIGNIFICA CHE NON MI SERVE" + "BUGIA/NON MI INTERESSA." Occorre ricordare che non sono parole da pronunciare a voce alta, sono dei blocchi per il cervello.
Puoi rispondere da persona educata, ma la tua anima deve restare pulita a causa delle porte che chiudono:
"Provo uno sconforto, significa che non mi serve. Bugia. Non mi interessa."

- Qualcuno ti ha offeso: "PROVO UNO SCONFORTO, SIGNIFICA CHE NON MI SERVE"
- Qualcuno si è offeso a causa tua: "PROVO UNO SCONFORTO, SIGNIFICA CHE NON MI SERVE"
- Le Notizia in TV creano angoscia: "NON MI INTERESSA."

Ancora più sicuro costruire la vita secondo il principio dello SPECCHIO. Essere consapevole di un solo principio: "IO NON TRATTO MAI COSI' LE PERSONE" ti dà' il diritto di rifiutare le stesse cose da parte degli altri.
Le regole:

- Non criticare - non ascoltare le critiche
- Non accusare nemmeno nel pensiero - non provare il senso di colpa
- Non offendere - non ti offendere
- Non spaventare - non aver paura
- Non abbassare l'autostima degli altri - non ascoltate coloro che vogliono abbassare la tua
- Non indicare agli altri i loro difetti - non farci caso se ti indicano i tuoi
- Non creare programmi distruttivi per gli altri - non permettere di costruirli per te.

E tenendo conto del fatto che la parola "NO/Non" non è percepita dal subconscio, le altre regole SPECULARI sono queste:

- Approva!
- Comprendi i motivi dei cattivo comportamento degli altri!
- Proteggi la psiche degli altri!
- Tranquilizza!
- Aumenta l'autostima degli altri!
- Se lo sai fare, manda agli altri dei programmi positivi, osservando due condizioni: a) devono essere positivi dal loro punto di vista e non dal tuo; b) non devono contenere nessuna cattiveria riguardo ai terzi.

(aum.news)
Advanced Mind Institute Italia




La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

venerdì 21 aprile 2017

Il potere spirituale del camminare


Il potere spirituale del camminare

“Non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata… ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati… Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene
(Bruce Chatwin)
Camminare. Il mio corpo ultimamente ne sente un bisogno impellente. E’ l’attività fisica più naturale, soddisfacente e ricca di significati per l’uomo.
Bisognerebbe camminare a lungo tutti i giorni non solo per il benessere fisico ma anche e soprattutto per quello mentale e dell’anima.
Spesso mi ritrovo, mentre cammino, ad osservare le auto sulla strada e il pensiero che sempre mi tocca è “siamo pazzi!”. La maggior parte delle automobili è abitata da una persona sola e spesso il tratto che ogni auto percorre è davvero corto. Per la strada in cammino sono poche, pochissime le persone. In inverno sembra di vivere in un deserto di cemento. Mi ritornano alla mente le scene dei film di fantascienza con molteplici navicelle che sfrecciano di qua e di là come impazzite… non siamo purtroppo lontani da questo modo di vivere.
Sarebbe meglio farlo in mezzo alla natura ma anche nelle città il camminare è terapeutico da tutti i punti di vista.
“Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi”
(Italo Calvino)
Ad ogni passo il nostro piede viene a contatto con la terra, per poi distaccarsene e ritornare poco dopo, il ritmo che viene creato ci culla, corpo e mente. Mentre il corpo è in azione armonica, anche la nostra mente viaggia e si libera, ma lo fa in un modo completamente diverso da quando il corpo è fermo. E proprio perché la mente è libera, le idee nascono.
“Se cercate idee creative andate a piedi. Gli angeli sussurrano a uomo quando va a fare una passeggiata”
(Raymond I. Myers)

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giovedì 20 aprile 2017

Osho: Il Seme della Ribellione - Commenti ai Vangeli Apocrifi di San Tommaso


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"Dio è la più grande catastrofe che si possa abbattere su di te: verrai completamente distrutto, non sarai più, verrai scaraventato in un abisso senza fine. All’improvviso vieni dissolto come una nuvola e sorge il sole, la luce è abbagliante e la Verità ti travolge. Sarai turbato: solo più tardi giunge l’alba. Più la notte è oscura, più la sua venuta è vicina. Non scappare: la buia notte prepara il terreno a un mattino radioso. Questo stato di turbamento è il grembo da cui nascerà la beatitudine suprema." Osho

Databile tra la seconda metà del secolo I e la prima metà del II, il Vangelo di San Tommaso registra "le parole segrete dette da Gesù il vivente". A differenza degli altri discepoli, Tommaso non funge semplicemente da scrivano di Gesu’, in quanto Gesù, dopo averlo preso in disparte, gli rivela una conoscenza non condivisa dagli altri (Vangelo di Tommaso, 13). Si tratta di una conoscenza interiore che egli ha messo per iscritto per chiunque abbia orecchie per intendere.

La tradizione gnostica orientale si dilunga molto su Tommaso, che presente come del tutto diverso dal Tommaso dubbioso per antonomasia: qui diventa il prototipo della conoscenza di sé individuale... e questa tradizione si fonda proprio sul Vangelo di Tommaso... associandolo dunque alla tradizione della "conoscenza di sé" che risale alla massima delfica ("conosci te stesso") e a Platone (nell’"Alcibiade primo", attribuito a Platone, Socrate afferma che si arriverà a conoscere se stessi, se si prenderà cura di se stessi).

In questa tradizione affiora dunque un viaggio interiore del tutto diverso dalla fede e dalla dottrina proprie al cristianesimo classico e comune. La lettura di questi testi è proposta e vista come un "prendersi cura di sé" e, visto il particolare contenuto, la lettura solitaria e interiore è in sé una tecnica per conoscere se stessi in quanto, come si narra in un episodio degli Atti di Tommaso (l’"Inno della perla", Atti di Tommaso 108-13), questi detti non fanno che rivelare una conoscenza anteriore del vero Sé, già inscritta dentro di noi, ma dimenticata.

Ecco perché facilmente si arriva a questi testi individualmente, in un momento di sfinimento o di esasperazione: accade infatti che il mondo in cui viviamo, creato dalla mente umana, a un certo punto divenga stretto... qualcosa spinge a cercare una via d’uscita, nella certezza che la vita non puo’ essere tutta qui. Ed è in quei momenti che opere come questa, lungi dal dare consolazione, aiutano a mettere a nudo noi stessi, conducono alla vera radice della nostra identità, fa affiorare alla luce della nostra consapevolezza la nostra realtà di esseri umani... e la voce di un "vivente" contemporaneo, è in grado di portare fino a noi il seme piantato duemila anni fa da Gesù nel cuore dell’uomo, permettendoci di lasciarlo esplodere, fino alla sua piena fioritura.

Ma tutto questo contrasta con lo spirito del mondo, perché chiunque conosca se stesso, non è più vittima di seduzioni, non è più soggetto a plagio e alle manipolazioni che caratterizzano questa nostra realtà sociale, malgrado le migliori intenzioni... e Osho ancora dà e darà fastidio... a chiunque abbia fatto del sonno della propria consapevolezza uno stile di vita. Ma è questo il suo valore e la sua grandezza.


TERZO VOLUME...

Ventun discorsi (in tre volumi) sui detti di Gesù tratti dai Vangeli Apocrifi di San Tommaso. Già disponibili anche i precedenti due volumi.

"Le ultime parole di Gesù furono: "Dio, perdonali perché non sanno quello che fanno." Questo fu il miracolo più grande: il corpo sta soffrendo, Gesù sta morendo, eppure è ancora colmo d’amore. Nel momento in cui venne crocefisso, dimostrò di essere il figlio di Dio, perché la sua compassione rimase pura. Non fu possibile distruggere la sua compassione, né distruggere la sua preghiera, non siete riusciti a distruggere il suo cuore." (Osho)

Questo e altri miracoli fanno di Gesù un illuminato. E Osho chiama Gesù "un poeta dell’Assoluto" e proprio per questo è stato frainteso: dagli ebrei prima e dai cristiani poi: entrambi cercarono di tradurre il suo dire e il suo fare in una concretezza che offuscava e annientava la visione di questo incredibile rivoluzionario del mondo interiore. Finora, si può dire, senza timore di sbagliare, che i miracoli veri che accaddero intorno a Gesù non sono stati visti, e ancora oggi non sono compresi. Questo libro è un’occasione per "resuscitare" a vita eterna, attraverso parole che restano ancora oggi "viventi". Un invito rivolto a tutti a percepire quell’illuminazione che essere seguaci impedisce di vedere.

"Ascolta e ricorda queste parole. Lascia che continuino a vibrare nel tuo cuore, perché attraverso queste parole il seme che è in te si scuoterà: Gesù dice: "Io sono la Luce sopra tutti loro, io sono il Tutto, e il Tutto proviene da me e il Tutto in me si completa. Taglia un pezzo di legno e io sono lì, solleva una pietra e lì mi troverai".Gesù è il culmine di ogni aspirazione... pian piano ti puoi avvicinare a lui, ed egli ti può guidare verso l’ignoto. Accadrà così lentamente che non ti accorgerai neppure quando attraverserai quel limite, quando dal mondo conosciuto passerai nell’ignoto, quando il mondo scomparirà, e apparirà Dio.Gesù è un fuoco: una volta che aprirai il tuo cuore, verrai arso totalmente".


Il Seme della Ribellione - Volume Secondo

Commenti ai Vangeli Apocrifi di San Tommaso


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Rè Interiore: Il Seme della Ribellione - Commenti ai Vangeli A...

mercoledì 19 aprile 2017

C'è un Indiano d'America in prigione da 40 anni. La sua colpa? Aver difeso il suo popolo


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Chi è Leonard Peltier?

Leonard Peltier è un nativo americano in carcere da 40 anni per difendere i diritti del suo popolo. Nasce nel 1944 e già dalla sua infanzia capisce che la vita per i nativi d’America è dura, tra miseria, razzismo, emarginazione. 

Cresce anche in un istituto dove conosce la prima “istituzione totale”, ma ha un buon carattere e la sua gioventù è carica di socialità, mentre impara a riparare vecchie automobili. Ma sono gli anni in cui la comunità indiana comincia ad alzare la testa e si organizza. 

Nasce l’AIM, American Indian Movement, di cui dopo poco Peltier entra a far parte. Nel 1973 oltre trecento indiani d’America tengono testa agli uomini del governo, che per scacciare i Lakota dal loro territorio, si erano alleati con il capo di un’altra tribù, Dick Wilson, che con una sorta di polizia privata mieteva terrore nella comunità indigena con pestaggi ed omicidi. 





 "Quando ci arrestarono, i soldati toccavano le donne davanti agli uomini, cercando di farci reagire così da poter giustificare le nostre esecuzioni."

Leonard Peltier



Lo stesso Wilson stava trattando in gran segreto la vendita di parte delle terre della riserva dei Lakota Oglala di Pine Ridge, nel sud Dakota, agli Stati Uniti. 



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Consapevole della fierezza e dell’ostinazione delle popolazione native, il governo statunitense cerca in tutti i modi di cacciare i Lakota dal loro territorio per impossessarsi dei loro giacimenti. E’ un periodo durissimo, per due anni quella regione vede una presenza spropositata di agenti dell’FBI, e i morti tra i nativi sono almeno 60. 




"Quelli di noi che furono riconosciuti come capi, vennero pestati nelle celle della prigione militare dell'esercito."



Nel giugno del 1975 dalla comunità di Oglala viene lanciato un appello all’AIM perchè qualcuno vada ad aiutarli, la tensione è altissima. Arrivano 17 membri del AIM, di questi solo 6 sono uomini, tra loro c’è Leonard Peltier. Il 26 Giungo 1975 nei pressi della comunità indiana si presentano in auto, senza alcun segno di riconoscimento, due agenti dell’FBI: la scusa è la ricerca di un uomo che ha rubato degli stivali.





E’ probabilmente una trappola, tanto che nel giro di poco tempo si scatena una sparatoria tremenda con centinaia di agenti e militari.




Gli Oglala Lakota si difendono, rispondono al fuoco e alla fine sul terreno restano tre corpi: due agenti dell’FBI e un indigeno. 


Immagine correlataTutta la comunità riesce a scappare e a nascondersi, si scatena una caccia all’uomo di dimensioni impressionanti. Per l’indiano americano morto non fu aperta alcuna indagine, mentre per i due agenti vennero imputate tre persone. 

I primi due arrestati vengono processati ed assolti sulla base della legittima difesa, rimane il terzo accusato, Leonard Peltier, il quale nel frattempo è scappato in Canada. Su di lui si riversa tutta la rabbia dell’FBI, è il capo espiatorio. 

Viene arrestato in Canada il 6 Febbraio 1976 e dopo pochi mesi estradato sulla base di false testimonianze, tanto che successivamente il governo canadese protesterà per i modi in cui si ottenne l’estradizione. Ma oramai Leonard Peltier è nelle mani dei coloro che vogliono letteralmente vendicare i due agenti morti. 



Nel suo libro "La mia danza del Sole", Leonard Peltier racconta:


"A Milwaukee rimasi coinvolto in un episodio strano e inquietante.
Stavo mangiando in una trattoria con un paio di fratelli indiani, quando una coppia di uomini seduti al tavolo accanto cominciò a indicarci ridendo rumorosamente e facendo battute razziali.
Non potevo sapere che erano poliziotti in borghese.

Ci alzammo per andarcene, ma quei due ci aspettavano fuori, proprio davanti alla porta, impedendoci di uscire.

- Cosa c'è da ridere? - chiesi.

Ero furioso e pronto a battermi, ovviamente è quello che aspettavano.

Non appena parlai, prima ancora di poter alzare una mano, mi trovai due Magnum calibro 357 puntate alla testa. (...cercavo di ripararmi mentre loro mi colpivano a sangue. Venni poi a sapere che, a forza di picchiarmi, uno dei due, poverino, si era ferito una mano e aveva dovuto chiedere due giorni di  riposo."



Questa volta il processo viene organizzato diversamente: si svolge nella città di Fargo, storicamente anti-indiana, la giuria è formata da soli bianchi e il giudice è noto per il suo razzismo



Risultati immagini per leonard peltier violenceIl processo prende ben altra piega e Peltier viene condannato a due ergastoli consecutivi. Durante il processo non si tiene conto delle prove a suo favore, ma solo di testimonianze manipolate, vaghe e contraddittorie. 

Dopo cinque anni, accurati esami balistici riescono a provare che i proiettili che uccisero i due agenti non appartenevano all’arma di Leonard, e alcuni dei testimoni che lo avevano accusato ritirano le loro dichiarazioni, confessando di essere stati minacciati dall’FBI



Leonard Peltier nel suo libro scrive:



"E' così che fanno. Ti prendono di mira, t'incastrano, t'arrestano, ti picchiano a sangue, ti appioppano un'accusa falsa. Poi ti trascinano in prigione e in tribunale e t'impoveriscono con le spese legali."




A Leonard è stata negata la possibilità di avere una revisione del processo, nonostante le prove che dimostrano la sua innocenza. Non gli è stato nemmeno permesso di presenziare ai funerali di suo padre, di sua madre, dei suoi zii. Per almeno due volte si è cercato di ucciderlo in carcere, mentre le sue condizioni di salute sono difficili. Operato ad una mascella solo grazie alle pressioni popolari, quasi cieco da un occhio, malato di diabete e di prostata, ma Leonard Peltier resiste e non rinnega nulla della sua lotta. 





A settembre Leonard ha compiuto 70 anni.




Mentre tu stai leggendo Peltier è ancora in prigione. Fino a quando?




Leonard Peltier è in carcere perché lottava per i diritti del suo popolo e la sua storia è un esempio delle tante ingiustizie che avvengono in ogni parte del mondo e che vengono taciute perché “scomode”. 

Perché punire con il carcere a vita questo indiano d'america di nome Leonard Peltier?

Per lanciare il messaggio a tutti gli indiani oppressi, per dire loro che se oseranno ribellarsi alla democratica civiltà americana moderna, essi pagheranno e saranno puniti anche se innocenti.

Ma i governi non sanno che gli indiani non hanno mai smesso di lottare, ne mai lo faranno, perché come dicevano i loro antenati, è meglio morire da uomini liberi che vivere da schiavi:





Fonte : Infoaut



giovedì 13 aprile 2017

No Tap: stop all’espianto degli ulivi fino al 19 aprile


I lavori per il gasdotto Tap a Melendugno sono stati ufficialmente fermati. La decisione arriva dal Tar che in questo modo ha bloccato fino al 19 aprile gli espianti degli ulivi. Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dalla Regione Puglia con il ricorso depositato lunedì scorso contro il ministero dell’Ambiente.
La notizia è stata diffusa dal sindaco di Melendugno, Marco Potì, dietro comunicazione della stessa Regione che, difesa dall’avvocato Mariano Alterio, ha chiesto l’annullamento, previa sospensione, della nota con cui il Ministero, il 27 marzo scorso, ha di fatto dato il via libera all’espianto di circa 200 ulivi sul tracciato del microtunnel del gasdotto, in contrada San Basilio, dove da tre settimane si assiste a scontri e proteste.
Come ricordato da ilfattoquoridiano.it era stato lo stesso prefetto di Lecce, Claudio Palomba, a chiedere di chiarire alcuni aspetti, congelando gli espianti, poi ripresi il 28 marzo e nuovamente bloccati sabato scorso. Il ministero aveva ritenuto «soddisfatte le condizioni della prescrizione ‘A 44’ (relativa allo spostamento degli ulivi, ndr) per la porzione di progetto esaminata”, ribadendo che “le attività di espianto asseriscono alla fase dei lavori convenzionalmente indicata come fase ‘0’».

Ed erano stati gli stessi attivisti a raccontarci che: «Tap sta estirpando gli ulivi con un’autorizzazione vecchia, perché il progetto nuovo è in fase di valutazione. Si tratta di una forzatura nata perché loro dovevano dimostrare di essere partiti con i lavori. Il Consiglio di Stato di recente si è espresso sulla normativa Seveso, che riguarda la tubatura e la centrale di pressurizzazione che sono lontani dall’essere costruiti e non c’entrano nulla con il micro-tunnel e gli ulivi: si è fatto volutamente un calderone per far avviare i lavori in mancanza delle autorizzazioni necessarie. E si parla di 200 ulivi quando invece sarebbero circa 1800 in 8 chilometri: ma il problema non è solo ambientale, è nel fatto che è il sistema che ha imposto per l’ennesima volta una grande opera che è inutile, e non lo diciamo noi, lo dicono i dati. In Italia abbiamo già due gassificatori fermi e paghiamo il non passaggio del gas perché non serve, si trovano a Livorno e Rovigo. In Europa abbiamo un surplus di gas e quindi è per questo che il dubbio è che il forte business sia nella costruzione dell’infrastruttura».
Nel caso in cui riprendano i lavori la data da tenere a mente è quella del prossimo 30 aprile, termine ultimo per rispettare il calendario regionale relativo al riposo vegetativodelle piante. Ecco perché la prossima udienza è stata fissata per il 19. Secondo il Tar, infatti, la misura cautelare richiesta può essere accordata «ai soli fini dell’immediato riesame dell’atto impugnato da parte ministero dell’Ambiente», con riferimento «sia alle osservazioni e alle competenze della Regione, sia in base all’avvenuta presentazione al medesimo ministero, da parte di Tap, di istanza di verifica di assoggettabilità a VIA del progetto esecutivo, relativo alla realizzazione del microtunnel».
Intanto dal Comitato No Tap hanno fatto sapere che: «Sino al 19 Aprile saremo liberi dalla paura degli espianti ma continueremo pacificamente ad ostacolare quest’opera, con ragioni tecniche, politiche e di cuore».
Foto di Danilo Calogiuri

http://www.dolcevitaonline.it/no-tap-stop-allespianto-degli-ulivi-fino-al-19-aprile/