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mercoledì 23 dicembre 2020

OnePlus vuole stupire con lo smartphone OnePlus 8T Concept

OnePlus 8T Concept

OnePlus si spinge ancora una volta nella sperimentazione a circa un anno di distanza dall’ultima volta e svela OnePlus 8T Concept, uno smartphone derivante da OnePlus 8T che combina il design ispirato alla natura e un approccio “burdenless” per l’interazione coi i dispositivi. Andiamo a scoprirlo.

OnePlus 8T Concept e le scoperte tecnologiche per gli utenti del futuro

Come anticipato, alla base di OnePlus 8T Concept troviamo non solo un design ispirato alla natura, ma anche tecnologie avanzate per creare un’interazione maggiore tra utente e dispositivo. Per l’estetica dello smartphone è stato preso spunto dai colori dell’acqua delle sorgenti calde di Pamukkale, in Turchia, ma l’attenzione viene perlopiù catturata dall’Electronic Color, Material and Finish (ECMF), una pellicola che cambia colore (da blu scuro ad argento chiaro) in base all’ossido di metallo contenuto nel vetro (lo stato di valenza degli ioni metallici varia a seconda del voltaggio).OnePlus 8T Concept

L’ECMF lavora in combinazione con mmWave e punta a cambiare il modo in cui gli utenti interagiscono con la tecnologia. Il modulo mmWave trasmette e riceve onde elettromagnetiche, e quando accade l’elaborazione digitale del segnale (DSP) e la CPU eseguono l’elaborazione del segnale e non solo, consentendo al device di percepire, visualizzare, localizzare e tracciare gli oggetti.

Secondo OnePlus nel prossimo futuro ci si spingerà anche oltre: le notifiche touchless potrebbero far lampeggiare i colori per una chiamata in arrivo, e gli utenti sarebbero liberi di accettarla o meno con un semplice gesto, senza nemmeno toccare il dispositivo; la tecnologia mmWave è anche in grado di registrare la respirazione dell’utente, cambiando il colore in sincronia con quest’ultima e rendendo lo smartphone uno sorta di dispositivo di “biofeedback”.

OnePlus 8T Concept

Questo genere di concept deriva dal lavoro della sezione OnePlus Gaudì, un team multiculturale e diversificato di 39 designer con sede a Shenzhen, Taipei, New York e diverse parti dell’India con l’obiettivo di “potenziare le menti creative con una tecnologia divertente ma piena di significato“. Con OnePlus 8T Concept, il team Gaudì ha sviluppato una versione alternativa dello smartphone attualmente in vendita che fonde design organico e industriale.

Che ne dite di questo OnePlus 8T Concept e della sua tecnologia?

https://www.tuttoandroid.net/news/2020/12/21/oneplus-8t-concept-futuro-ecmf-mmwave-859288/

 

venerdì 4 dicembre 2020

Ecco il presunto aspetto del nuovo Motorola Moto G con CPU Snapdragon 8xx



Motorola Moto G8 Plus 5

In occasione dell’evento Qualcomm Tech Summit Digital 2020, durante il quale il popolare produttore di chip ha presentato il nuovo processore top di gamma, Qualcomm Snapdragon 888, il presidente di Motorola, Sergio Buniac, ha svelato che il produttore il prossimo anno lancerà il primo modello della gamma Moto G a poter contare su una CPU della serie Snapdragon 800.

Stando a quanto si apprende, il processore in questione è il Qualcomm Snapdragon 865 ed il nome in codice dello smartphone dovrebbe essere “nio”.

La prima foto di Motorola “nio”

Nelle scorse ore tale device è apparso in Rete grazie a quella che dovrebbe essere la sua prima foto dal vivo (il condizionale è d’obbligo, non essendovi garanzie di attendibilità e potendo trattarsi di un fake), permettendoci così di scoprire quello che sarà il suo design frontalmente:

Motorola Moto G 2021

La foto, pubblicata da Eavn Blass, ci mostra uno smartphone caratterizzato da un ampio display con cornici ridotte al minimo e un doppio foro nell’angolo in alto a sinistra per fare spazio alla fotocamera frontale.

Sempre in base alle indiscrezioni che si sono susseguite fino a questo momento, tra le altre feature di Motorola “nio” dovremmo trovare almeno 8 GB di RAM, 256 GB di memoria integrata, una batteria da 5.000 mAh, Android 11 e il supporto a DisplayPort Alternate Mode (soluzione che dovrebbe consentire agli utenti di connettersi a monitor esterni attraverso la porta USB Type-C).

Ricordiamo che Motorola, sempre durante l’evento Qualcomm Tech Summit Digital 2020, ha fornito un’anticipazione sulla sua nuova modalità desktop, ossia una funzionalità del tutto simile a Samsung DeX e attraverso la quale un utente potrà collegare il proprio smartphone ad un monitor esterno per utilizzare le app Android come se fossero in un ambiente desktop vero e proprio.

Purtroppo allo stato attuale non vi sono informazioni su quando Motorola potrebbe lanciare questo nuovo modello della gamma Moto G e, per saperne di più, dovremo attendere le prossime indiscrezioni.

* * * Nell’immagine di copertina Motorola Moto G8 Plus

https://www.tuttoandroid.net/news/2020/12/04/motorola-nio-foto-design-855850/ 

 

venerdì 27 novembre 2020

Ecco cosa possiamo attenderci dai futuri foldable di Samsung


Recensione Samsung Galaxy Z Fold 2 5G

Samsung non è certamente timorosa di provare, sperimentare, sbagliare e imparare dai suoi errori per confezionare prodotti sempre migliori. Ne è una prova la magra figura fatta con la prima generazione di Samsung Galaxy Fold, ritirata e corretta nelle parti più critiche, poi perfezionata, migliorata e resa finalmente pronta al trionfo con il modello Samsung Galaxy Z Fold2 5G.

Un futuro all’insegna dei foldable

Si può dire che l’azienda sudcoreana non è l’unica a realizzare smartphone pieghevoli, vero, ma è quasi impossibile non concordare sul fatto che la compagnia è ad oggi l’unica ad avere una proposta seria in questo ambito e con una chiara strategia fatta di alta tecnologia, componenti di altissimo livello e ottime fotocamere.

Su queste pagine abbiamo più volte mostrato vari brevetti Samsung circa nuovi smartphone con display pieghevoli, come questo e quest’altro, ma in queste ore sembra che la compagnia ci abbia voluto fare un regalo inaspettato mostrandoci due immagini che forse ritraggono due nuovi smartphone pieghevoli.

Dalle immagini soprastanti è possibile ammirare due dispositivi accomunati da display pieghevoli ma con un campo di utilizzo molto differente. Il primo, infatti, mostra un dispositivo munito di un display pieghevole in tre parti, a fisarmonica, in grado di passare da smartphone “classico” a tablet; il secondo, invece, è caratterizzato da un corpo cilindrico dal quale è possibile estendere il display per poi arrotolarlo, simile per concetto a OPPO X 2021 ma differente nel tipo di esecuzione.

Cosa ne pensate di questi disegni? Acquistereste uno smartphone con un design di questo tipo?

In copertina Samsung Galaxy Z Fold 2

 https://www.tuttoandroid.net/news/2020/11/27/samsung-smartphone-pieghevoli-futuro-854409/

mercoledì 18 novembre 2020

Samsung Galaxy S21 Exynos potrebbe essere più potente della versione Snapdragon


Samsung Galaxy S21

Anche nel 2021 Samsung dovrebbe seguire la strategia già adottata negli scorsi anni e lanciare gli smartphone della serie Samsung Galaxy S21 in due versioni: una destinata a Stati Uniti e pochi altri Paesi con il processore di punta di Qualcomm (in questo caso lo Snapdragon 875) e una con a bordo la CPU di punta della gamma Exynos (ossia Exynos 2100).

Negli anni la scelta di Samsung di portare in Europa le versioni Exynos ha generato non poche critiche da parte degli utenti, in quanto le varianti Snapdragon si sono rivelata fino a questo momento più performanti ed anche più attente all’aspetto dell’autonomia ma nel 2021 la storia potrebbe cambiare.

La versione Snapdragon di Samsung Galaxy S21 potrebbe deludere le attese

A dire di Ice Universe, infatti, il processore Exynos 2100 potrebbe essere in grado di garantire prestazioni decisamente migliori rispetto a quelle offerte dalla CPU Qualcomm Snapdragon 875 e ciò probabilmente in quanto quest’ulimo chip sarà particolarmente attento alla gestione dell’autonomia.

A supporto di quanto sostenuto, Ice Universe ha pubblicato su Twitter il risultato fatto registrare dal Samsung Galaxy S21 versione Snapdragon su Geekbench, evidenziando come la variante Exynos abbia superato i 4.000 punti e ipotizzando, pertanto, che il risultato della versione con la CPU di Qualcomm non sia quello di un modello definitivo:

Samsung Galaxy S21 Snapdragon

Stando a quanto emerso sino a questo momento, sia Qualcomm Snapdragon 875 che Samsung Exynos 2100 saranno realizzati con un processo produttivo a 5 nm e dovrebbero vantare la medesima architettura (1 core ARM Cortex-X1, 3 core Cortex-A78 e 4 core Cortex-A55).

A variare tra le due CPU potrebbe essere il clock: Exynos 2100 dovrebbe arrivare a 2,91 GHz con il core Cortex-X1, a 2,81 GHz con i core Cortex-A78 e a 2,21 GHz con i core Cortex-A55 mentre Qualcomm Snapdragon 875 potrebbe essere in grado di raggiungere delle velocità massime inferiori, ossia rispettivamente 2,84 GHz, 2,42 GHz e 1,8 GHz.

Ricordiamo che il processore Qualcomm Snapdragon 875 sarà presentato ufficialmente martedì 1 dicembre 2020, giorno in cui potremo finalmente toglierci diversi dubbi su quelle che saranno le sue reali potenzialità.

https://www.tuttoandroid.net/news/2020/11/18/samsung-galaxy-s21-exynos-snapdragon-852340/ 

 

lunedì 9 novembre 2020

Recensione Sony Xperia 5 II: il top più compatto

 Sony xperia 1 ii

Negli ultimi anni Sony ha cercato di razionalizzare sempre di più la propria linea di smartphone e negli ultimi 12 mesi sembra aver trovato una quadra piuttosto soddisfacente. Un prodotto di punta nella prima metà dell’anno e un prodotto simile ma più compatto nella seconda metà. Archiviati però ormai da tempo i Compact, con buona pace per l’anima di molti fedelissimi della serie, la gamma 5 rappresenta di fatto la loro naturale evoluzione che non si esprimono in dimensioni considerevolmente più maneggevoli ma in una via di mezzo.

Vediamo pregi e difetti di questo nuovo Sony Xperia 5 II in questa recensione.

 

Design & Ergonomia

Dal punto di vista estetico permangono le classiche linee della casa nipponica. Forme squadrate e bordi stondati con la ormai caratteristica dimensione allungata in 21:9.

Sul bordo destro sono collocati tutti i pulsanti fisici dello smartphone: bilanciere del volume, tasto power, pulsante per richiamare Google Assistant e pulsante di scatto dedicato alla fotocamera a doppia corsa per richiamare l’app, mettere a fuoco ed effettuare lo scatto. Sul bordo destro invece c’è solo il carrellino delle SIM che si può estrarre senza bisogno di pin.

Proprio sul tasto power è presente il sensore di impronte digitali che funziona a dovere ma potrebbe risultare scomodo ai mancini. Sony continua con la sua politica di non inserirlo sotto al display, seppur il pannello sia a tecnologia OLED e quindi potrebbe tranquillamente supportarlo.

A proposito di display ci troviamo di fronte ad uno dei migliori in circolazione, perfetto soprattutto a chi vuole creare ed elaborare contenuti digitali potendo impostare un punto di bianco davvero fedele e preciso. Restano le tecnologie più tipiche come Triluminos e X-Reality a cui si aggiunge un refresh rate fino a 120 Hz per una fluidità di utilizzo ancor più elevata e questa è un po’ la caratteristica che maggiormente si nota e si fa apprezzare rispetto al fratello più grande Sony Xperia 1 II che invece si fermava ancora ai 60 Hz.

Frontalmente ci sono due speaker elevata qualità che forniscono un audio stereo da riferimento. È ovviamente certificato IP 68 quindi protetto da infiltrazioni di acqua e polvere.

Funzionalità

Il software di Sony Xperia 5 II è basato su Android 10 con interfaccia leggermente personalizzata dalla casa per completarne l’esperienza d’uso. Si tratta dello stesso software di Sony Xperia 1 II che abbiamo visto nella prima metà dell’anno e uno dei punti su cui l’azienda sembra puntare molto è sulla funzionalità multi-windows, un collegamento per questa funzione è presente un po’ ovunque come ad esempio nelle notifiche, oppure semplicemente facendo un doppio tap sul bordo.

Le applicazioni pre-installate non sono moltissime e la maggior parte di queste sono quelle di Google, ad esempio non c’è un’applicazione Galleria ma viene consigliato l’utilizzo di Google Foto. Sicuramente molto più curata la parte di “creazione di contenuti” tramite le applicazioni Cinema Pro, Photo Pro e Imaging Edge Mobile per connettere una fotocamera Sony allo smartphone.

Per il resto in termini di funzionalità, a conti fatti, è uno dei top di gamma più scarni di possibilità per l’utente: manca una modalità desktop (nonostante la presenza della porta Type C con uscita video), nessuna traccia di personalizzazioni grafiche, multitasking di base e assenza di funzioni come doppio spazio e clonazione app. Presente invece una modalità Gaming davvero completissima che permette di registrare lo schermo regolando anche i vari canali audio, fare delle ricerche mentre si gioca su YouTube e sul Web, ottimizzare il sistema e regolare le performance di gioco.

Da un software così simile ad Android Stock magari è ancora precoce, al lancio, chiedere Android 11 ma sicuramente avrebbe fatto la differenza e Sony su questo aspetto era molto seria, questo smartphone invece è indietro, anche con le patch di sicurezza, aggiornate al 1 agosto 2020 (nel momento in cui viene scritta questa recensione, ovvero fine ottobre 2020).

 

Prestazioni

Niente da rimproverare dal punto di vista delle prestazioni, anzi, grazie al processore Qualcomm Snapdragon 865, 8 GB di RAM, 128 GB di memoria interna, tra l’altro espandibile tramite MicroSD, è uno smartphone impeccabile senza mai un tentennamento. Il software d’altronde l’abbiamo visto, è snello, reattivo e poco pesante e tutta la potenza di calcolo è riservata all’area di creazione dei contenuti.

Nel gaming non fa una piega e la gestione termica è particolarmente buona, tra l’altro Sony ha integrato su questo smartphone anche un sistema di raffreddamento per le fotocamere, così da evitare problemi di surriscaldamento.

Fotocamera

Anche il comparto fotografico è in parte ereditato dal Sony Xperia 1 II, a cui però viene aggiunto un sensore 3D iTOF, quindi complessivamente:

  • 12 megapixel grandangolare Exmos RS da 1/1,7″ da  24 mm con apertura f/1.7 Dual PD-AF con OIS;
  • 12 megapixel ultra-grandangolare da 1/2,6″, 16 mm con apertura f/2.2 Dual-PD AF;
  • 12 megapixel tele-obiettivo con zoom ottico 3x da 70 mm con apertura f/2.4 PD AF con OIS;
  • sensore 3D iTOF per il calcolo della profondità di campo.

Mentre dal punto di vista hardware ci siamo, senza strafare, il software è pieno di luci e ombre e a tal riguardo ci saremmo aspettati degli aggiornamenti al riguardo. Ci sono ben 3 applicazioni per sfruttare le fotocamere: 2 per professionisti, o aspiranti tali, e 1 per il punta e scatta.

Partiamo da quest’ultima che seppur sia pensata per il punta e scatta è quella più critica. Il suo principale difetto è la poca immediatezza d’uso, soprattutto sulla parte video dove ci sono dei limiti quasi inspiegabili, a partire dal non poter cambiare sensore fotografico durante la registrazione video, prima di registrare quindi dovrete scegliere quale sensore fotografico utilizzare e da li potete fare uno zoom digitale fino a 3x, se volete cambiare sensore dovete interrompere necessariamente la registrazione. Sia in modalità foto che video lo zoom digitale massimo operabile, su ciascun sensore, è un 3x. Infine la messa a fuoco che è più veloce rispetto a qualsiasi altro smartphone ma poco efficace quando si vuole passare su soggetti piccoli. Ulteriori note negative riguardano i tempi di scatto, spesso eccessivamente lento, e il passaggio da una fotocamera all’altra che impiega anche 1 secondo e non è graduale mostrando una transizione nera davvero noiosa. Un lato positivo è invece la modalità nottura dove il software fa tutto da solo, quando c’è poca luminosità ambientale automaticamente impiegherà più secondi a compiere lo scatto per catturare più luce.

Le altre due applicazioni pre-installate sono Cinema Pro e Photo Pro, entrambe votate per un utilizzo più professionale di questi sensori fotografici con una interfaccia che ricorda quella delle fotocamere Sony. Qui la gestione è totalmente manuale con la possibilità di cambiare rapidamente impostazioni riguardo risoluzione, fps, look, ISO, obiettivo (cambiando sensore), otturatore (ovvero i tempi), bilanciamento del bianco e la messa a fuoco. Davvero ricca di informazione e due strumenti validi per chi vuole lasciare a casa la videocamera/fotocamera. Restano però i problemi di non poter cambiare sensore durante la registrazione video.


Se siete del partito del punta e scatta indubbiamente questo, e gli altri smartphone Sony non sono fatti per voi, se invece volete perdere qualche secondo in più per curare al dettaglio i vostri scatti, allora questo Xperia 5 II potrebbe essere un’ottima alternativa perché dal punto di vista qualitativo si riesce ad ottenere dei bei risultati.

Batteria & Autonomia

Sony Xperia 5 II è molto convincente anche sull’aspetto dell’autonomia pur non avendo una batteria di dimensioni particolarmente elevate. Il modulo installato è da 4000 mAh e permette di raggiungere tra le 5 e le 6 ore di display acceso, una durata soddisfacente per coprire la giornata lavorativa.

In conclusione

Sony Xperia 5 II è disponibile in Italia dal mese di ottobre al prezzo di 899 Euro nelle colorazioni Nero, Blu e Giorgio; per chi ordina lo smartphone entro il 30 novembre 2020, in regalo ci sono le cuffie True Wireless Sony WF-1000XM3 del valore commerciale di circa 250 Euro. Potete acquistarlo sul sito ufficiale o su Amazon.it.

Sony Xperia 5 II insomma non tradisce le attese, sia in positivo che in negativo, si tratta dell’ennesimo ottimo prodotto della casa giapponese che però non lavora sui punti di debolezza che da ormai molto tempo contraddistinguono i prodotti del brand, rendendo anche questo smartphone più indicato a persone consapevoli e con una certa esperienza. Sarà mica il voler essere quasi elitario il punto ricercato da Sony? Potrebbe, se però l’azienda vorrà allargare gli orizzonti, dovrà necessariamente lavorare sul software per svecchiarlo e renderlo più “popolare”.

https://www.tuttoandroid.net/speciale/recensioni/sony-xperia-5-ii-847437/ 


lunedì 26 ottobre 2020

Huawei Mate 40 Pro è ufficiale: tanta qualità e sostanza da oltre 1000 euro

Huawei Mate 40 Pro

Oggi è il giorno di Huawei Mate 40 Pro, smartphone che il produttore di Shenzhen presenta come suo top di gamma per la seconda metà del 2020 al fianco di Huawei Mate 40 Pro+, suo sodale che differisce solo per un paio di dettagli. 200 euro in più rispetto al suo predecessore Mate 30 Pro, questo è il prezzo che costano le tante novità che questi nuovi telefoni di Huawei portano sul piatto. Se ne vale la pena o meno staremo a vedere; nel frattempo, scopriamoli insieme in tutti i loro dettagli.

Caratteristiche e dettagli di Huawei Mate 40 Pro

Per chiarire subito le cose, le differenze fra Huawei Mate 40 Pro e Huawei Mate 40 Pro+ riguardano in primis il comparto fotografico, che per quest’ultimo guadagna una fotocamera con un sensore tele che garantisce zoom digitali fino a 100x e ibridi fino a 20x; e in secundis la fattura del pannello posteriore, sul Pro+ in nano ceramica anziché in vetro.

Ciò detto, procediamo con le specifiche comuni. Huawei Mate 40 Pro si presenta con uno schermo OLED che misura 6,7 pollici con risoluzione 1.344 x 2.722 pixel, che equivale a una densità di 456 ppi, curvo sui bordi laterali, e dotato di una frequenza d’aggiornamento a 90 Hz. Oltre al lettore delle impronte digitali nascosto sotto lo schermo, c’è un sistema di sblocco 3D dedicato che si avvale del sensore di profondità integrato nel foro ovale, al fianco della selfie-cam grandangolare da 13 megapixel.

Ma la ciccia sta dietro, nel modulo Space Ring Design che ospita le tre fotocamere firmata LEICA di Huawei Mate 40 Pro. La principale è la Ultra Vision Camera da 50 megapixel con apertura f/1.9 e ottica standard. A supporto ci sono poi una grandangolare da 20 megapixel f/1.8 e un sensore periscopico da 12 megapixel f/3.4 con zoom ottico 5x (ibrido fino a 10x e digitale fino a 50x) con OIS.

Inedito anche il SoC, un Kirin 9000 realizzato a 5 nanometri che vanta un modem 5G, un processore dotato di quattro core Cortex-A77 e altrettanti core Cortex-A55, con una GPU Mali-G78 e una NPU dedicata. 8 GB di RAM e 256 GB di memoria interna, espandibile con schede NM Card fino a 256 GB completano il discorso.

Degna della categoria di cui fa parte anche la dotazione di sensori e connettività di Huawei Mate 40 Pro, che vanta il supporto alle reti 5G, 4G, Wi-Fi 6 dual band, dual SIM, NFC, Bluetooth 5.2 (BLE, SBC, AAC, LDAC), GPS a doppia frequenza, A-GPS, GLONASS, BeiDou, Galileo, NavIC, sensore infrarossi e porta USB di tipo C 3.1, fra le altre cose. Per quanto riguarda infine l’autonomia, troviamo una batteria da 4.400 mAh, ricaricabile via cavo con la Huawei Supercharge a 66 watt o wireless fino a 50 watt.

Design e software di Huawei Mate 40 Pro

Foro ovale piuttosto allungato, bordi laterali curvi e modulo fotocamere posteriore ad anello; sono queste le cifre stilistiche che i designer di Huawei hanno scelto per Mate 40 Pro, uno smartphone originale e ambizioso che prende spunto dai due diretti predecessori, Mate 30 Pro e P40 Pro fra tutti. Ne risulta un design piacevole che, grazie a dimensioni non particolarmente eccessive per i canoni attuali (162,9 mm di altezza, 75,5 mm di larghezza e 9,1 mm di spessore, per un peso di 212 grammi), risulta in fin dei conti equilibrato.


Non mancano delle finezze, fra tutte la curvatura a 88 gradi dello schermo, che lascia tuttavia spazio ai tasti fisici per accendere/spegnere il display e regolare il volume, o la curvatura posteriore che, soprattutto nella colorazione Mystic Silver, ostenta vari riflessi di colore cangianti. Per il resto, c’è da dire che, Mate 40 Pro+ a parte che, come anticipato ha la scocca posteriore in nano ceramica, è interamente in vetro e metallo, con tanto di certificazione IP68 per una protezione contro acqua e polvere.

Design a parte, urge una parentesi sul software di Huawei Mate 40 Pro, questione nodale per il produttore da svariati mesi a questa parte. Android 10 è la versione del robottino verde montata di fabbrica, la EMUI 11 priva dei servizi di Google è l’interfaccia grafica con cui l’utente ha a che fare.

A sopperire alla mancanza della grande G ci sono gli Huawei Mobile Services, le app e le tante funzioni che Huawei ha implementato su questo dispositivo. Fra tutte quelle dedicate al software fotografico, con Steady Shot per registrazioni stabilizzate, il Tracking Shot e Story Creator che fornisce effetti cinematografici realistici, la registrazione del suono ad alta fedeltà dai dispositivi Bluetooth collegati, Audio Focus e Audio Zoom che permettono di acquisire il suono da determinate aree della scena inquadrata.

Grazie alla sensoristica presente nel foro ovale, Huawei Mate 40 Pro permette all’utente di usufruire del 3D Face Unlock e delle funzioni Smart Gesture Control tipo Motion Sense di Pixel 4, per controllare lo smartphone tramite dei gesti delle mani, ad esempio per rispondere alle chiamate senza toccare il telefono.

Per il resto, non mancano due altoparlanti stereo per la multimedialità, e una suite di funzioni di lavoro migliorate e inedite come MeeTime, Multi-Screen Collaboration per l’interazione fra smartphone e PC e Multi-Device Control.

Immagini di Huawei Mate 40 Pro

Se per Huawei Mate 40 Pro+ non ci sono al momento informazioni sulle tempistiche della commercializzazione italiana, Huawei Mate 40 Pro è disponibile per i preordini su Huawei Store già da

oggi, 22 ottobre 2020, al prezzo di 1.249 euro nei colori Black e Mystic Silver (saranno disponibili anche due varianti in pelle vegana nei colori Sunflower Yellow e Olive Green).

Fino al prossimo 15 novembre, c’è una promozione che permette di ricevere in omaggio le cuffie Huawei FreeBuds Pro (dal valore di 179 euro), 6 mesi di Huawei Music, 3 mesi di Huawei Video e 50 GB di spazio extra per 12 mesi su Huawei Cloud. In più, acquistandolo entro tale data su Huawei Store si ha diritto a 30 euro di sconto ogni 200 euro di spesa.

https://www.tuttoandroid.net/news/2020/10/22/huawei-mate-40-pro-ufficiale-846524/

 

martedì 13 ottobre 2020

Recensione Redmi 9C: quello giusto a meno di 100 Euro


Redmi 9c

Recensione Redmi 9C – Anche se commercializza alcuni modelli di fascia medio alta, Redmi è un brand che punta soprattutto alla fascia media e a quella bassa del mercato. Se negli anni scorsi la serie base era composta sostanzialmente da due modelli, Redmi 7 e Redmi 7a prima e Redmi 8 e Redmi 8a poi, quest’anno sono ben 3 le varianti: Redmi 9, Redmi 9a e Redmi 9C che va a inserirsi tra i due modelli per prezzo e prestazioni. Abbiamo dunque deciso di provarlo, in virtù di un ottimo prezzo, un fattore determinante nella scelta. Andiamo dunque a scoprire il miglior smartphone nella fascia economica nella nostra recensione completa.

Unboxing di Redmi 9C

La confezione di vendita include lo stretto essenziale, senza spazio ad alcun fronzolo. Oltre a Redmi 9C, ne nostro caso nella bellissima colorazione Sunrise Orange, troviamo il caricabatterie da 10 watt, il cavo micro USB, un paio di manuali e la spilla per il carrello delle SIM. Niente pellicola protettiva, nemmeno preapplicata, e nessuna cover in silicone. D’altra parte per questo prezzo è difficile pretender di più.

Design & Ergonomia

Per contenere uno schermo da 6,53 pollici è necessario un case di dimensioni importanti, considerando anche la poca ottimizzazione delle cornici, in particolare quella inferiore che è molto pronunciata. La parte frontale non spicca certo per originalità, con un notch a goccia nella parte superiore per alloggiare la fotocamera dedicata ai selfie.

Più caratteristica la parte posteriore, in particolare in questa colorazione arancione leggermente zigrinata, che migliora indubbiamente la presa, e due diverse tonalità di colore che cambiano a seconda del riflesso della luce. La fotocamera trova posto nell’angolo superiore sinistro, all’interno di un elemento quadrato che racchiude i tre sensori e il flash LED.

Al centro della cover, sempre nella parte alta, Redmi ha posizionato il lettore di impronte. peccato che sia leggermente troppo in alto e che sia leggermente piccolo. L incavo è appena accennato e non è così intuitivo e rapido trovarlo al tatto, facendo così perdere qualche secondo in fase di sblocco. Per il resto l’utilizzo con una mano è pressoché impossibile, a meno di non ricorrere alla funzione di MIUI che permette di utilizzare uno schermo più piccolo.

Nonostante la cover posteriore sia realizzata in plastica il peso raggiunge i 196 grammi, dato che garantisce una buona sensazione di solidità spesso assente nei terminali più economici. Le dimensioni sono generose, ma non esagerate: 164,9 x 77,07 x 9 mm e non va dimenticata la presenza di una nano copertura che permette allo smartphone di resistere agli schizzi d’acqua.

Chiudiamo con una singolarità che è davvero difficile trovare sugli smartphone moderni: il profilo superiore e quello inferiore sono completamente piatti. È quindi possibile posizionare il dispositivo in piedi sul tavolo senza dover ricorrere ad alcun sostegno, non che si tratti però di una situazione in cui vi ritroverete spesso, se non forse quando dovete scattare foto di gruppo con l’autoscatto o scatto notturni, grazie alla possibilità di raggiungere tempi di apertura di 32 secondi.

Funzionalità

Come tutti gli smartphone Redmi, anche questo 9C utilizza MIUI, nella versione 12, che su questo dispositivo è basata su Android 10. Con il recente aggiornamento alla versione 12.0.4 sono incluse le patch di sicurezza del mese di agosto. Se conoscete la ROM non avete bisogno di presentazioni, se invece siete nuovi di MIUI vi consigliamo il nostro video nel quale vi presentiamo i punti di forza dell’interfaccia lanciata da Xiaomi qualche mese fa.

Ulteriori informazioni, relative anche alle tante novità introdotte nel corso dei mesi, sono presenti nella nostra pagina dedicata a MIUI 12.

Prestazioni

Diciamolo apertamente: se quello che cercate è uno smartphone reattivo e sempre pronto, Redmi 9C non fa al caso vostro. Intendiamoci, non è che non riesca ad eseguire le applicazioni, solo ci vuole un po’di pazienza. D’altro canto il chipset MediaTek Helio G35, con CPU octa core a 2,3 GHz e GPU PowerVR GE8320 fa il suo, anche se abbiamo notato più di un lag, che risulta particolarmente evidente nell’apertura dei alcune applicazioni.

Ci vogliono almeno un paio di secondi, forse anche tre, per aprire anche le applicazioni meno complesse, e su questo indubbiamente incidono i soli 2 GB di RAM, affiancati da 32 GB di memoria interna (di tipo eMMC 5.1, principale indiziata per le prestazioni basilari). Quest’ultima può essere espansa con microSD fino a 512 GB, da alloggiare nello slot dedicato, che affianca i due slot per nanoSIM.

Anche lo schermo sembra soffrire di qualche leggero ritardo nel tocco, cosa che si evidenzia soprattutto se scegliete il controllo con le gesture. Lo swipe dai bordi dello schermo richiede un gesto “allungato” altrimenti vi ritroverete a doverlo ripetere più volte. Va detto che il problema è impercettibile nelle altre zone del display.

Quest’ultimo è molto luminoso, con una regolazione automatica abbastanza reattiva. Buoni, ma ovviamente non eccelsi, gli angoli di visione, con la luminosità che cala rapidamente già a basse angolazioni. Accettabile la riproduzione dei colori vista la tipologia dello schermo, che ovviamente non supporta la modalità Always On. Manca anche la possibilità di accendere il display con un doppio tocco.

Connettività e ricezione

Buona la ricezione in 4G, anche in zone difficoltose e in alcuni casi è leggermente superiore alla media. Sono supportare le principali bande 4G, inclusa la banda 20, e il VolTE con gli operatori che lo permettono.. Veloce e preciso il GPS, che impiega pochi istanti a localizzare il dispositivo, anche se all’interno degli edifici i tempi salgono leggermente.

Buona la connettività WiFi, anche se manca il supporto alle reti a 5 GHz, mente il Bluetooth 5.0 garantisce una buona velocità di trasmissione a cuffie e speaker e una copertura stabile, che risulta evidente con l’utilizzo di dispositivi indossabili. Non va dimenticata la radio FM, che può essere sfruttata con un paio di cuffie a filo da collegare alla presa da 3,5 millimetri collocata nella parte superiore del frame.

Fotocamera

Sono tre le fotocamere posteriori. controllate dall’ormai immancabile intelligenza artificiale: abbiamo dunque un sensore principale da 13 megapixel (f/2.2), affiancato da due sensori sulla cui utilità in generale permangono sempre molti dubbi Il sensore macro da 2 megapixel (f/2.4) in realtà si comporta bene, con una messa a fuoco fino a due centimetri ancora accettabile. Meno utile, ma non è un problema che riguarda solo Redmi 9C, il sensore di profondità, che non consente di ottenere ritratti particolarmente convincenti.

Nel complesso il sensore da 13 megapixel fa il suo, ci saremmo aspettati foto di bassa qualità. Se viene sostenuto da una buona luce è in grado di restituire scatti accettabili, sempre tenendo in giusto conto il prezzo e la tipologia del prodotto. Quando però il soggetto della foto è in penombra, o non perfettamente illuminato, i colori risultano slavati e poco fedeli all’originale, anche se i dettagli mantengono un livello sufficiente, senza che ci sia la tendenza a impastare i più piccoli particolari.

Si sente la mancanza di lenti realmente utili, una grandangolare avrebbe fatto davvero comodo e lo zoom digitale non convince per niente.  Per quanto riguarda i video è possibile registrali a 720p o 1080p, in entrambi i casi a 30 frame al secondo. La fotocamera frontale dispone delle classiche funzioni di bellezza e rispecchia in maniera lineare le prestazioni del sensore principale posteriore.

Batteria & Autonomia

La batteria è il vero pezzo forte di Redmi 9C, dall’alto dei suoi 5.000 mAh, anche se manca una vera ricarica rapida. Il supporto ai 10 watt comporta tempi di ricarica decisamente lunghe, anche se dovrete ricorrere al carica batterie solo a giorni alterni. Anche con un utilizzo impegnativo siamo sempre riusciti a raggiungere i  due giorni di autonomia.Non è difficile raggiungere le otto ore di schermo  in una singola giornata, un risultato decisamente soddisfacente, che può arrivare a dieci ore con qualche piccola attenzione. E se il vostro uso è molto blando, limitato a telefonate, chat, messaggi e navigazione, potete ambire senza troppa presunzione ad arrivare a tre ore senza collegarlo al caricabatterie.

In conclusione

Redmi 9C è disponibile in due varianti: 2/32 GB al prezzo di 99 Euro e 3/64 GB al prezzo di circa 129 Euro. Si tratta di uno smartphone più che valido nel momento in cui lo si trovi sotto i 100 Euro ma non molto di più, in quanto bastano 50-60 Euro in più per acquistare un prodotto di fascia superiore.

Potete acquistarlo su BangGood al prezzo di 86 Euro col coupon sconto BGtuttoandroid nella variante da 2/32 GB e poco più di 100 Euro nella variante da 3/64 GB.

https://www.tuttoandroid.net/speciale/recensioni/redmi-9c-xiaomi-840268/

sabato 3 ottobre 2020

Samsung Galaxy S20 Fan Edition: prezzo, caratteristiche, uscita e notizie in Italia | TuttoAndroid


Samsung Galaxy S20 Fan Edition

Samsung Galaxy S20 Fan Edition, o più semplicemente Samsung Galaxy S20 FE, è uno smartphone Android presentato nel mese di settembre 2020 pensato per offrire un dispositivo dall’interessante rapporto qualità prezzo per la seconda parte dell’anno. Come il predecessore, Samsung Galaxy S10 Lite, vuole catturare l’attenzione di coloro che non desiderano spendere 1000 euro per un top di gamma, ma che desiderano rimanere tra le fila del produttore sud-coreano.

Andiamo a scoprire tutto su Samsung Galaxy S20 Fan Edition: ecco caratteristiche tecniche, design, software e funzioni, immagini, prezzo e data di uscita dello smartphone.

Caratteristiche tecniche di Samsung Galaxy S20 Fan Edition

Samsung Galaxy S20 Fan Edition può contare su caratteristiche tecniche da top di gamma, anche se rispetto ai veri e propri flagship (come Samsung Galaxy S20 o Galaxy Note 20) qualche differenza deve pur esserci. Partiamo col dire che esistono due varianti dello smartphone: una con connettività 5G e SoC Qualcomm Snapdragon 865 e una con connettività 4G con SoC Exynos 990; il resto delle specifiche, comprese le memorie (6 GB di RAM e 128 GB di storage, espandibile con microSD) rimane lo stesso, anche se ovviamente il prezzo del primo sale (come vedremo).

Il display di Samsung Galaxy S20 Fan Edition è un Super AMOLED Infinity-O da 6,5 pollici flat a risoluzione Full-HD+ (1080 x 2400 pixel), certificato HDR10+ e con refresh rate da 120 Hz: il sensore di impronte è integrato nel display, così come la fotocamera anteriore, posizionata all’interno del piccolo foro centrale, in alto. Rimanendo su quest’ultima, parliamo di un sensore da 32 MP con apertura f/2.2, mentre sul retro troviamo una tripla fotocamera posteriore con sensore grandangolare da 12 MP (apertura f/1.8), sensore ultra grandangolare da 12 MP (apertura f/2.2) e sensore telescopico da 8 MP con zoom ottico 3x e apertura f/2.4.

Lato connettività su Samsung Galaxy S20 Fan Edition troviamo slot dual SIM ibrido, LTE/5G in base alla versione, Wi-Fi 802.11 ax (2,4 + 5 GHz), Bluetooth 5.0, NFC, GPS + Galileo + GLONASS + BeiDou e porta USB Type-C. Presente la certificazione IP68 contro acqua e polvere, mentre manca la porta per il jack audio da 3,5 mm: necessarie cuffie Type-C, un adattatore o cuffie wireless.

Chiudiamo con la batteria, un’unità da 4500 mAh con supporto alla ricarica rapida a 25 W con cavo e in wireless a 15 W.

Design di Samsung Galaxy S20 Fan Edition

Samsung Galaxy S20 Fan Edition non si discosta molto dal design dei “fratelli” maggiori e mette a disposizione cornici molto sottili nella parte anteriore e un modulo fotografico sporgente in quella posteriore (posizionato sul lato sinistro). Non è così semplice distinguerlo dagli altri modelli della gamma, se non fosse per le particolari colorazioni a cui viene proposto: oltre alla più “seriosa” versione Cloud Navy (blu scuro) troviamo infatti Cloud Red, Cloud Lavender, Cloud Mint, Cloud White e Cloud Orange, tutte varianti piuttosto accese e vivaci.

Altra differenza rispetto al resto della gamma Galaxy S20 la si può notare principalmente al tatto: niente vetro e metallo per la scocca, ma plastica. Le dimensioni di Samsung Galaxy S20 Fan Edition sono di 74,5 x 159,8 x 8,4 mm, con un peso di 190 grammi.

Software e funzioni di Samsung Galaxy S20 Fan Edition

Samsung Galaxy S20 Fan Edition arriva sul mercato con Android 10 e la “solita” personalizzazione One UI 2.5 che già conosciamo, al debutto sui top di gamma 2020. Il software Samsung è ricco di funzionalità appositamente pensate per sfruttare l’hardware a disposizione, a partire dal comparto fotografico: gli utenti hanno a disposizione, tra le altre cose, uno zoom ottico 3x, uno zoom Super Resolution fino 30x (digitale), la funzione Scatto singolo e una modalità notturna per gli scenari scarsamente illuminati.

A bordo anche il refresh rate a 120 Hz per una maggiore fluidità del sistema, reverse charge, modalità DeX (anche wireless) e tutti i vari servizi del produttore tra cui Samsung Pay, Samsung Pass e Knox (Area Personale). Samsung ha promesso almeno tre anni di aggiornamenti Android, quindi lo smartphone potrebbe anche arrivare fino ad Android 13.

Immagini di Samsung Galaxy S20 Fan Edition

Prezzi e uscita di Samsung Galaxy S20 Fan Edition

Samsung Galaxy S20 Fan Edition è disponibile all’acquisto in Italia dal 2 ottobre 2020 al prezzo di 669 euro per la versione 4G con Exynos 990 e di 769 euro per quella 5G con Snapdragon 865. Le colorazioni acquistabili sono Cloud Navy, Cloud Red, Cloud Lavender, Cloud Mint, Cloud White e Cloud Orange.

 https://www.tuttoandroid.net/tag/samsung-galaxy-s20-fan-edition/

martedì 22 settembre 2020

Archos Diamond: MediaTek Helio P70, AMOLED e fotocamera pop-up a 300€

 

Il nuovo smartphone Archos Diamond sarà in vendita da maggio a 299€. Integra un SoC MediaTek Helio P70, display AMOLED borderless da 6.39" Full HD+, fotocamera pop-up e fingerprint in-display.


Archos va incontro alle esigenze dei consumatori aiutandoli ad avere uno smartphone potente al di sotto dei 300 euro. Il nuovo Archos Diamond, presentato in un elegante design senza cornice, con una fotocamera pop-up e un lettore di impronte digitali in-display, possiede un display AMOLED da 6.39 pollici in 19.5:9 e potenti caratteristiche come un chip octa-core affiancato da 4/128GB, Android 9 Pie. Questo smartphone sarà disponibile da maggio 2019 al costo di 299 euro.

Archos Diamond

Per realizzare il nuovo Diamond senza bordi, Archos ha scelto una fotocamera pop-up meccanizzata per oltre 300.000 diapositive e di uno scanner per impronte digitali posizionato sullo schermo. Il nuovo Archos Diamond possiede un display AMOLED da 6.39 pollici FHD+ (2340 x 1080 pixel) con 404PPI, aspect ratio 19.5:9 e copertura di oltre il 90% della superficie frontale. Il vetro è resistente e laminato, per proteggere lo smartphone da eventuali danni. Sarà possibile guardare foto e contenuti video su tutto lo schermo, senza sacrificare spazio alcuno, si potrà infatti giocare a Fortnite e presto a Apex Legends, senza perdere nessuna parte dell’azione.

Il nuovo Archos Diamond è alimentato da un SoC MediaTek Helio P70 octa-core che include CorePilot, Imagiq, NeuroPilot, Pump Express, Pump Express Wireless con tecnologie migliorate nel tempo di risposta, rendendo il dispositivo particolarmente potente e supportando applicazioni AI ancora più tecniche come il rilevamento di persone, un programmatore intelligente multi-threading, prestazioni di mappatura approfondite e motore di profondità ad alta risoluzione. L’unità di elaborazione octa-core è potenziata da 4/128GB, espandibile tramite scheda Micro SD fino a 1TB.

Archos Diamond

Il comparto fotografico è composto da un doppio sensore: uno principale da 16MP con apertura f/1.8 (Sony IMX499) e uno shooter secondario da 5MP (Samsung 5E9). Incorpora inoltre una fotocamera frontale Samsung da 8MP, con risoluzione 3264 x 2448 pixel e un'apertura f/2.0, che offrono diverse modalità di scatto: AI, Ritratto, Video, Foto, HD, Bellezza, Pro. Il nuovo Archos Diamond può addirittura riconoscere persone, scene e oggetti quasi istantaneamente, rendendo ancora più divertente la condivisione dei contenuti sui social media.

In termini di connettività, il dispositivo incorpora 4G LTE e WiFi 5G, USB Type-C, potenziato Bluetooth 4.2 e NFC, compatibile con Google Pay, per transazioni che consentono agli utenti di inviare e ricevere denaro e di procedere in modo istantaneo e facile ai pagamenti.

Archos Diamond

La nuova batteria da 3400 mAh può essere facilmente ricaricata grazie al caricatore USB di tipo C e alla possibilità di ricarica wireless, senza dimenticare il processore a basso consumo e la possibilità di impostare una modalità di risparmio energetico di Android 9 Pie. Gli utenti possono così godere di una carica completa ottenuta in circa un'ora e mezza.

lunedì 14 settembre 2020

Apple iPhone SE


In questa recensione sono disponibili tutte le specifiche utili a descrivere dettagliatamente Apple iPhone SE, telefono che fa il suo esordio sul mercato ad alta caratura a partire dal mese di aprile del 2020. Il nome è il primo elemento interessante: sebbene l’ipotesi fosse che lo si sarebbe battezzato iPhone 9, il nome definitivo è invece un richiamo alla prima serie con cui Cupertino andò ad approcciare la fascia media con il proprio brand di punta.

Il principio è però chiaro: un prezzo minore e più accessibile, specifiche importanti, ma senza cannibalizzare le versioni “premium” come l’attuale iPhone 11 o il futuro iPhone 12. Il design è di immediato impatto, il momento è delicato, in generale si tratta di una apprezzabile scommessa che giunge agli utenti attraverso una spallata all’iPhone 8 (dal quale si differenzia per alcuni aspetti e che scompare definitivamente dagli scaffali).

Ecco le caratteristiche principali del nuovo iPhone SE, la scommessa “low cost” di una gamma che non cederà mai all’ambizione di scendere dal trono dei top di gamma.

Apple iPhone SE: fotocamera, display e tutti i dettagli

I top di gamma sono spesso presi a riferimento come l’espressione migliore dell’innovazione in campo mobile, e questo iPhone SE nutre medesime ambizioni. In più ha però qualcosa in meno: il design da top di gamma si sposa ad un prezzo da medio di gamma, portando avanti un concept che potrebbe far gola ai molti incuriositi dal morso low cost della mela di Cupertino.

Lo schermo da 4.7 pollici vanta un pannello con tecnologia LCD IPS con definizione 750 x 1334 pixel (ratio 16:9 a 326 ppi). Sotto lo chassis c’è il processore Apple A13 Bionic da 6 core e 2.6GHz di frequenza di clock con uno spazio di archiviazione interno che arriva fino a 256GB.

iPhone SE

Sulla parte anteriore del dispositivo ci si aspetta una fotocamera, dedicata ai selfie, da 7 MP. La fotocamera posteriore, a dar corpo al potenziale di scatto del device, ci si attende invece che possa offrire una capacità pari a 12 Mpx. Tale componente è destinata inoltre ad avvalersi di processi di stabilizzazione sia di tipo ottico che elettronico. Il dispositivo, inevitabilmente, potrà riprendere file video in 4K come da standard ormai consolidato.

L’autonomia energetica: non siamo sicuri possa garantire un uso regolare del telefono visti i soli 1821 mAh della batteria. Va tenuta in considerazione, tuttavia, la differenza tra capacità della batteria e durata di carica: ottimizzazione software e abitudini d’uso (applicazioni in uso e in background, streaming, editing, semplice navigazione e quant’altro) sono variabili fondamentali che ogni utente deve tenere in considerazione per capire quale possa essere la durata. Soprattutto in casa Apple, dove l’ottimizzazione è spinta all’estremo dallo sviluppo sinergico e simultaneo di hardware e software dei singoli device.

Apple iPhone SE

iPhone SE: prezzo e disponibilità

L’iPhone SE è disponibile in tre modelli da 64GB, 128GB e 256GB a partire da 499 euro. Le colorazioni di vendita sono il nero, il bianco e lo speciale (Product)RED. La versione rossa, va ricordato, consente di devolvere parte del costo ad un fondo per l’emergenza sanitaria in corso nel momento in cui lo smartphone fa il proprio esordio sul mercato.

https://www.telefonino.net/prodotti/apple-iphone-9/

domenica 6 settembre 2020

OPPO Reno2


OPPO Reno 2, disponibile in Italia da metà ottobre 2019, riprende il design che ha reso celebre il predecessore, con la fotocamera frontale pop up con apertura a pinna. È questo l’elemento principale di design dello smartphone, che con le sue dimensioni generose (160 x 74,3 x 9,5 millimetri, non risulta particolarmente agevole da utilizzare con una sola mano, pur restituendo un’ottima sensazione di solidità costruttiva. Grazie a una grande ottimizzazione software la batteria da 4.000 mAh consente un’ottima autonomia, che consente di arrivare ad almeno 10 ore di schermo acceso, coprendo agevolmente anche le giornate più complesse e di puntare a due giorni con un utilizzo più blando. La quadrupla fotocamera posteriore, con sensori che non sporgono dalla scocca, offre buoni scatti, leggermente troppo saturi. Il sensore principale da 48 megapixel (f/1.7) è affiancato da un ultra grandangolare (FOV 116 gradi) da 8 megapixel (f/2.2), zoom ibrido 5x da 13 megapixel (f/2.4) e da un sensore di profondità da 2 megapixel (f/2.4) riesce a lavorare bene anche di notte, in particolare attivando la funzione HDR.

Ulteriori specifiche: processore Snapdragon 730G Qualcomm SDM730G, 8 GB di RAM e 256 GB di memoria interna.

https://www.tuttoandroid.net/migliori-smartphone-oppo/ 

 

lunedì 17 agosto 2020

Sony Xperia XZ Premium


smartphone sony

Si inserisce nel folto gruppo dei device di gamma media più ambiziosi: si tratta di Sony Xperia XZ Premium, dispositivo con il quale Sony presenta il proprio impegno in questa fascia di mercato ormai estremamente densa di offerte.

Sotto lo chassis troviamo il chipset Qualcomm Snapdragon 835 da 8 core e 2.3GHz di frequenza di clock, affiancato da 4 GB di RAM e uno storage di 64 GB. Con una memory card esterna possiamo integrare fino a 512 GB di spazio aggiuntivo.

Il display di 5.5 pollici contiene un pannello di tipo LCD TFT.

Questo telefono ha anche il vantaggio di avere un’autonomia secondo noi molto buona, grazie alla batteria da 3230 mAh, ad un buon processore ed una buona ottimizzazione energetica software.

Sul lato posteriore di Sony Xperia XZ Premium spicca una fotocamera principale da 19 MP che ha una focale pari a f/2.00. Grazie alle specifiche della dotazione di bordo è possibile registrare file video in 4k. Sul lato frontale è disponibile una selfie camera con definizione pari a 13.0 megapixel.

Il peso è notevole, quasi 195 grammi.

https://www.telefonino.net/guide/smartphone-sony-migliori-prezzi/

 

lunedì 20 luglio 2020

Redmi 9 da oggi in Italia. Prezzi da 149 euro, versione 4/64GB




Redmi 9 debutta oggi in Italia: può essere acquistato nelle due versioni da 3/32GB e 4/64GB, la prima disponibile sul sito ufficiale mi.com a 149,90 euro, la seconda in esclusiva temporale con WindTre a 169,90 euro anche in abbinamento alle offerte dell'operatore con vendita a rate da 0 euro/mese e anticipo 0 con finanziamento.
Annunciato in Europa a inizio giugno, l'entry level del marchio cinese rappresenta una soluzione ideale per chi cerca buone prestazioni ad un prezzo contenuto: si parte dal generoso display da 6,53" con risoluzione FHD+ integrato in una scocca dal colore sfumato e con una finitura ondulata anti-impronte, sino ad arrivare al processore Helio G80 di MediaTek ed alla batteria da 5.020mAh con ricarica rapida a 18W. Non mancano il doppio slot per SIM, il jack da 3,5mm e la connettività NFC.
Sul retro sono presenti il sensore delle impronte digitali e la quadrupla fotocamera da 13+8+5+2MP.
REDMI 9 - CARATTERISTICHE

  • display: 6,53" FHD+ (2340x1080) Dot Drop Display, 394 PPI, formato 19,5:9, luminosità 400 nits, vetro Gorilla Glass 3
  • processore:
    • MediaTek Helio G80
    • GPU Mali-G52 MC2 @950MHz
  • memoria:
    • 3/4GB di RAM LPDDR4X
    • 32/64GB interna eMMC 5.1
  • fotocamera anteriore: 8MP, f/2,0
  • fotocamera posteriore:
    • 13MP, f/2,2, FOV 75,2°, AF
    • 8MP ultrawide, f/2,2, FOV 118°, FF
    • 2MP profondità, f/2,4, FF
    • 5MP macro (4cm), f/2,4, FF
    • Flash LED
  • sensore per le impronte digitali: posteriore
  • altro: jack da 3,5mm, porta IR, USB-C, microfoni per la cancellazione del rumore
  • batteria: 5.020mAh con ricarica veloce 18W
  • dimensioni e peso:
    • 163,32x77,01x9,1mm
    • 198g
Redmi 9 è disponibile nelle colorazioni Carbon Grey, Ocean Green e Sunset Purple. A seguire il link per l'acquisto della versione 3/32GB su mi.com, mentre in FONTE trovate il collegamento alla pagina di WindTre per il modello 4/64GB.
https://www.hdblog.it/smartphone/articoli/n522531/redmi-9-disponbile-italia-quando-prezzo-specifiche/