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martedì 19 luglio 2022

cosmic hum

 




humming: l'emissione del suono “mmm” mantenendo la bocca leggermente chiusa. In questo modo, viene prodotta una vibrazione all'interno. Questa vibrazione si è dimostrata estremamente vantaggiosa per tutto il nostro sistema corpo-mente. Un libro che ci ha davvero ispirati e ci ha aperto gli occhi su quanto la meditazione possa essere benefica sul nostro corpo è “The Humming effect: Sound healing for health and happiness”. Qui è spiegato benissimo come una pratica così semplice possa essere così rivoluzionaria e potente.
Un libro che ci ha davvero ispirati e ci ha aperto gli occhi su quanto la meditazione possa essere benefica sul nostro corpo è “The Humming effect: Sound healing for health and happiness”. Qui è spiegato benissimo come una pratica così semplice possa essere così rivoluzionaria e potente.
UN SUONO DI GUARIGIONE
Produrre un suono significa produrre una vibrazione all'interno del nostro corpo.
Quando pratichiamo l’humming, le nostre particelle subatomiche sono influenzate dalle sue vibrazioni. Ciò significa che il suono può effettivamente cambiare la struttura molecolare delle nostre cellule, causando enormi implicazioni per noi, poiché da questo possono derivare centinaia di benefici diversi.
Inoltre, durante l’humming, è possibile dirigere la vibrazione in diverse parti del nostro corpo semplicemente usando l'intenzione e la variazione del tono. In questo modo, possiamo effettivamente influire sulle cellule di un'area specifica del nostro corpo indirizzando lì la nostra pratica di guarigione.
In altre parole, siamo responsabili del nostro processo di guarigione e c'è molto che possiamo fare al riguardo! L’humming è uno strumento molto semplice e potente che abbiamo a disposizione sempre.
IL SUO EFFETTO GENERALE
Il nostro sistema nervoso autonomo è suddiviso in Simpatico, Parasimpatico ed Enterico. Il primo è responsabile del modo in cui reagiamo in momenti di stress, pericolo o forti emozioni, il secondo è responsabile del rilassamento e del riequilibrio del sistema e l’ultimo governa il tratto gastrointestinale e può essere solo parzialmente influenzato dagli altri due.
Un ruolo principale nel nostro sistema Parasimpatico è svolto dal Nervo vagoche collega il cervello al petto e allo stomaco, passando attraverso la gola. La sua forma rende questo nervo molto sensibile ai suoni. Infatti, se colpito da vibrazioni, può diffonderle agli organi che incontra lungo il suo percorso. Come effetti collaterali di questo, il nostro battito cardiaco rallenta, i vasi sanguigni si dilatano e la pressione sanguigna si riduce, la nostra digestione si attiva e la nostra energia viene immagazzinata. Tutti questi benefici contribuiscono ad una riduzione generale dello stress..
Nel 2011 uno studio indiano intitolato “Neurohemodynamic correlates of ‘Om’ chanting: A pilot functional magnetic resonance imaging study” ha dimostrato che l'humming riduce lo stress disattivando il Sistema limbico (un insieme di strutture cerebrali in cui è localizzata la nostra vita emotiva). Questo effetto è stato dimostrato osservando il cervello dei partecipanti attraverso una Risonanza Magnetica svolta mentre cantavano.
In generale, possiamo sicuramente affermare che l'humming può ridurre lo stress ma COME avviene tutto questo?
Monossido di azoto
La maggior parte degli articoli sottoposti a revisione sugli effetti dell’humming, come afferma Jonathan Goldman - autore di “The Humming effect: Sound healing for health and happiness” – collega i suoi effetti terapeutici al rilascio nella cavità nasale di una grande quantità di Monossido di Azoto.
Questa è una molecola che può:
Rafforzare il nostro sistema immunitario;
Stabilizzare il nostro sistema cardiovascolare;
Avere diversi benefici sul nostro sistema respiratorio;
Aiutare il recupero da un trauma;
Aumentare la forza durante l'esercizio.
Tra tutti, il suo principale vantaggio è la vasodilatazione, che permette l'abbassamento della pressione sanguigna e un conseguente rilassamento.
Il Neuroscience Research Institute della State University di New York ha condotto uno studio attraverso il quale è possibile osservare una correlazione tra l'ascolto di musica e la produzione di Monossido di Azoto. In particolare, l'effetto è stato maggiore quando i partecipanti ascoltavano frequenze appositamente progettate, che simulavano l’humming.
REGOLAZIONE DEL CORPO
Gli ormoni sono cellule che coordinano le attività multicellulari e governano le loro funzioni di base (note anche come molecole di segnalazione). Nell'uomo, gli ormoni regolano le attività fisiologiche e comportamentali degli organi, come il movimento, l'escrezione, la respirazione, la digestione, la crescita, il cambiamento dell'umore e molto altro ancora. Inoltre sono usati per comunicare tra diversi organi e tessuti.
L'effetto dell'humming sulla riduzione dello stress è sicuramente legato alla sua capacità di influenzare i livelli ormonali nel nostro corpo attraverso la vibrazione.
Melatonina
La vibrazione dell'humming stimola la nostra ghiandola pineale a rilasciare melatonina nel nostro corpo, come dimostrato per la prima volta dal dottor Ranjie Singh.
La presenza di questo importantissimo ormone nel nostro sistema ci aiuta a:
Migliorare il nostro sonno;
Rafforzare il nostro sistema immunitario;
Rallentare il processo di invecchiamento;
Promuovere la salute degli occhi;
Aumentare i livelli dell'ormone della crescita.
E tutto questo grazie a un suono autoprodotto!
Endorfine
L'Ipotalamo e l’Ipofisi producono Endorfine quando proviamo forti emozioni, dolore o stress. Ma anche le attività che ci fanno sentire bene possono essere responsabili del rilascio di Endorfine nel nostro sistema. Questi ormoni sono simili ad oppiacei naturali e antidolorifici.
Quando pratichiamo l’humming produciamo Endorfine. Quindi possiamo dire che attraverso questa pratica possiamo abbassare i nostri livelli di dolore. Non ci sono ancora dati confermati su questo effetto specifico, ma è sicuramente dimostrato dall'esperienza di molti professionisti e particolarmente evidenziato nel libro “The Humming effect: Sound healing for health and happiness”.
Ci sono altri due motivi che possono essere responsabili dell'effetto antidolorifico dell’humming.
Il primo è che attraverso questa pratica il nostro cervello viene “distratto” dal suo focus sul dolore, causandone l'allentamento. La seconda è che la vibrazione produce un “massaggio sonoro” nel punto in cui si manifesta il dolore, facilitandone l’attenuazione.
Ossitocina
L'ossitocina è prodotta dall’Ipotalamo e rilasciata dall’Ipofisi nei momenti di profondo rilassamento quando siamo in connessione con gli altri. È spesso associato a relazioni in cui ci sono condivisioni profonde, vere connessioni e contatto fisico. Questo è il motivo per cui è anche chiamato "Ormone dell'amore”: ci permette di avvicinarci gli uni agli altri ed essere empatici.
Anche l’humming può stimolare la produzione di Ossitocina, soprattutto se praticato in compagnia!La


 via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

venerdì 15 luglio 2022

Vivere vicino al mare: i benefici per il corpo e la mente

 

Vivere vicino al mare: i benefici per il corpo e la mente

Di Cristina Rubano - 15 Luglio 2022

L’acqua è un richiamo simbolico molto forte per la nostra psiche. Chi ha l’opportunità di vivere vicino al mare, stabilmente o per periodi di vacanza, può tener conto di questa “marcia in più” per prendersi cura del proprio benessere mentale. Chi non ha questa fortuna, farebbe forse bene a visitare periodicamente lidi e litorali marini, specie in certi momenti della vita.

“Nelle città senza Mare… chissà a chi si rivolge la gente per ritrovare il proprio equilibrio… forse alla Luna…”

(Banana Yoshimoto)

ll simbolismo del mare

Chiariamo una cosa: non si intende qui elogiare reali o presunti benefici fisici o biologici delle località di mare. Che questo tipo di ambienti possano essere di beneficio a molte patologie e problemi dello sviluppo infantile è storia nota.

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Si intende qui invece sottolineare i benefici psichici, legati al mondo inconscio, che il costante contatto con l’elemento acquatico può portare alla nostra mente.

L’acqua, e ancor più il mare, ha diversi e fondamentali significati simbolici per la nostra psiche e infatti compare infatti spesso nei sogni. Il contatto ricercato e consapevole con questo elemento può essere un potente stimolo ai movimenti della nostra mente profonda.

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Vivere vicino al mare: la marea delle emozioni

spiaggia al mare
Credit foto © Pixabay

L’acqua e ancor di più il mare si presta spesso ad essere simbolo della nostra vita emotiva. Frequentemente incontriamo questo elemento nei nostri sogni proprio con questo significato. Chi ha la possibilità di vivere vicino al mare, o di frequentarlo in tutte le stagioni dell’anno, sa bene quanto il suo paesaggio può mutare radicalmente. Dal mare in tempesta delle lunghe notti invernali. Al mare calmo e quieto delle tiepide giornate estive. Alla risacca sposa e cangiante delle incerte giornate primaverili. Ma anche nell’arco della stessa giornata, a seconda del vento e del mutare del sole, ne osserviamo sfumature e colori in grado di mutarne anche repentinamente l’aspetto e di suscitare in noi stati d’animo profondamente differenti.

Per questi motivi l’elemento marino, così vasto e sconfinato, così mutevole e cangiante, ben si presta a simbolizzare la mutevolezza della nostra vita emotiva.

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Chi sogna ad esempio di annegare o disperdersi fra le onde o di riuscire finalmente a navigarle potrebbe avere a che fare con la difficoltà o la capacità di gestire alcuni aspetti della propria vita emotiva. Accostarsi anche fisicamente al paesaggio marino, immergervisi e notare in esso può essere un modo per aprirsi alla possibilità di accogliere le emozioni che la mente ci propone senza lasciarsene sopraffare.

“Quando i miei pensieri sono ansiosi, inquieti e cattivi, vado in riva al mare, e il mare li annega e li manda via con i suoi grandi suoni larghi, li purifica con il suo rumore, e impone un ritmo su tutto ciò che in me è disorientato e confuso.”

(Rainer Maria Rilke)

Vivere vicino al mare: l’immersione nell’inconscio

In molti esercizi immaginativi a sfondo terapeutico praticati nel Training Autogeno Superiore e in altri metodi affini spesso si pratica una visualizzazione relativa alla discesa sul fondo del mare. Può trattarsi di visualizzazioni relativamente libere o più guidate a seconda dell’obiettivo e della natura del percorso psicologico che si sta proponendo. Ma è indubbia la pregnanza di questo tipo di rappresentazione nel condurre la mente nel proprio inconscio. Immaginare di immergersi negli abissi pone la persona di fronte alla possibilità di confrontarsi con la profondità della propria psiche e con contenuti anche sconosciuti e non consapevoli di sé.

Alcuni, nell’approcciare questo tipo di esperienza (che va fatta sempre sotto la guida di un conduttore esperto) incontrano resistenze, hanno talvolta bisogno di ausili immaginativi come scalette, corde, ascensori… Altri possono incontrare sul fondale mostri, tesori nascosti, personaggi immaginari o reali. In ogni caso “andare giù”, tuffarsi, immergersi ha per la nostra mente questo richiamo potente. Chi può vivere vicino al mare per tutta o parte dell’anno potrà forse osservarsi anche rispetto a questa possibilità. Quanto desidera, prova sollievo o paura – forse anche a seconda dei momenti della vita – a nuotare al di sotto della superficie evidentemente non solo del mare, ma della propria mente…

“Esultanza è l’andare

di un’anima di terra verso il mare,

oltre le case, oltre i promontori –

dentro l’eternità profonda.”

(Emily Dickinson)

Vivere vicino al mare: l’elemento materno

L’acqua è vita, in tutte le sue forme, addirittura l’acqua su Marte, per quanto poca e inesorabilmente ghiacciata, ha destato e suscita tutt’ora sequele di ipotesi fra studiosi e scienziati. Ma l’acqua del mare è la madre della vita per eccellenza, è ciò da cui tutto si genera e si è generato, riconduce simbolicamente all’elemento vitale della Natura in quanto tale. E ci riconnette all’archetipo della madre, anzi della Grande Madre. Quell’idea inconscia, appartenente collettivamente ad ognuno di noi, di un’entità potente e sconfinata che genera e dà la vita, ma può anche toglierla e negarla. La Grande Madre è colei da cui tutto ha inizio e in cui tutto ha fine per rinascere nuovamente in una continua alternanza ciclica di vita-morte-vita. Che sia per riconnetterci alle dimensioni sovrapersonali e trascendenti del Cosmo e della Natura, quelle che non possiamo controllare ma a cui possiamo solo affidarci. O che sia per incontrare il femminile, il materno, la generatività dentro noi stessi, il mare è lì pronto ad accoglierci. Se siamo in un momento della vita in cui abbiamo bisogno di riaccostare la nostra psiche profonda a queste dimensioni, immergerci in questo elemento potrà essere potentemente di beneficio.

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Non è necessario per forza vivere vicino al mare. Si può scegliere di raggiungerlo, di prendersi un tempo per visitarlo, magari lontano dalla confusione della vita turistica, e lasciare che la mente inconscia faccia il resto…

“Desidero che il mare mi tocchi, mi faccia respirare il mondo e i suoi perché, mi regali un istante eterno, che porterò con me come ricordo indelebile. Il mare è il mistero in cui mi immergo per ritrovare la mia vita. Il mare.”

(Stephen Littleword)

venerdì 8 luglio 2022

Autoguarigione: come stimolare la capacità del Corpo a ripararsi da solo

 

Quando ci ammaliamo il nostro organismo attiva immediatamente una serie di meccanismi per sconfiggere la patologia e ritrovare il benessere. Impara ad assecondare questi processi, con l’aiuto dei rimedi verdi, delle tecniche di rilassamento, dell’attività fisica e dell’ottimismo.

Hai preso il raffreddore? Forse non lo sai, ma l’organismo si sta già adoperando per farti guarire. Oltre a produrre anticorpi, usa un trucco per rendere la vita difficile ai rhinovirus: quando il naso si chiude per effetto della congestione, l’aria si riscalda e i germi, incapaci di vivere oltre i 34 °C, vengono decimati. Non solo: in caso di bronchite il muco prodotto lenisce le vie respiratorie e la tosse provvede a eliminare il catarro assieme ai batteri. Oppure, quando ti tagli, il corpo fa arrivare alla ferita una maggiore quantità di sangue per pulirla, convogliando nella zona cellule difensive, piastrine e fibrina in modo da ricostruire la pelle.

In pratica, nascosto nel nostro corpo, c’è un minuscolo guru. Un saggio maestro che decide come far funzionare l’organismo, sia in situazioni di ordinaria amministrazione, sia di fronte ai nemici come virus, batteri e tossine endogene. Processi meravigliosi, di cui il più delle volte neanche ci accorgiamo e che spesso addirittura reprimiamo, convinti di essere noi a decidere come deve funzionare il nostro organismo.

Per esempio, nel caso del raffreddore, liberare il naso con gli spray, di fatto, ritarda l’efficacia dei meccanismi spontanei di guarigione. Un libro da poco pubblicato “Il tuo primo dottore sei tu” di Jeremy Howick, mette in luce gli aspetti di questa “intelligenza” del corpo che tutti abbiamo in dotazione fin dalla nascita, con cui è importante imparare a collaborare.

“La capacità di autoguarigione è riconosciuta dai tempi più antichi”, osserva la dottoressa Ginevra Menghi, specialista in allergologia e immunologia clinica ed esperta di omeopatia a Roma. “Il medico greco Ippocrate, padre della medicina moderna, l’aveva chiamata ‘vis medicatrix naturae’, forza guaritrice della natura. Un concetto poi ripreso dal fondatore dell’omeopatia Samuel Hahnemann, che ha sviluppato il suo metodo basandosi sulla capacità di certe sostanze naturali di sostenere le energie di guarigione del corpo. Oggi, grazie a diverse ricerche che hanno provato il ruolo del sistema immunitario nei meccanismi di autoguarigione, si preferisce parlare di ‘omeostasi’, cioè di quell’equilibrio fra corpo e mente che ci mantiene in salute“, continua l’esperta.

Lo Stress è il sabotatore del nostro sistema di difesa

Individuare i meccanismi salvavita messi in atto dall’organismo nelle situazioni di emergenza è relativamente facile. Più difficile, invece, è scoprire come si comporta il corpo durante le malattie croniche o degenerative. Come mai, se tutto funziona a dovere, le nostre risorse naturali non ci difendono dalle continue ricadute di tonsilliti, cistiti, reumatismi o addirittura cancro?

“Molto dipende dallo stress”, risponde il dottor Antonio Milici, specialista in psichiatria, esperto di psiconeuroendocrinoimmunologia (Pnei) ed epigenetica a Messina, coautore di “Cos’è lo stress?” “È noto che, in seguito ad un grave trauma o un lutto, si possono riacutizzare malattie come dermatiti e asma. Ma lo stress, soprattutto quello continuato, dovuto a ansie e preoccupazioni quotidiane, ha un’azione più subdola, che nel tempo spiana la strada alle malattie“.

Di fronte alle difficoltà attiviamo un’area del cervello che permette l’adattamento a quella determinata situazione. Il sistema nervoso (in particolare il “ramo” autonomo chiamato “simpatico”), in comunicazione con quello endocrino e immunitario, innesca una serie di meccanismi che coinvolgono sostanze chiamate “citochine infiammatorie” e, anche con la mediazione del surrene, ormoni come cortisolo e adrenalina. Lo scopo: attivare la reazione di “attacco o fuga” che dovrebbe liberarci dall’impasse. Ma il cortisolo, secreto in eccesso e senza sosta, diventa a sua volta una sostanza tossica che favorisce l’infiammazione cronica di organi e tessuti e può essere all’origine di molte patologie.

“Sono tanti gli studi che oggi confermano come l’infiammazione sistemica sia alla base di numerose malattie, dall’artrite alla psoriasi, passando per il diabete e le patologie autoimmuni, fino a obesità e persino depressione”, chiarisce lo psichiatra. “Grazie alla Pnei, sappiamo che nel nostro corpo tutto è collegato. Di conseguenza lo stress ci rende più vulnerabili a tutti i livelli, fisico e psichico”. Non solo: una recente revisione di 43 studi, ha dimostrato che alti livelli di cortisolo e adrenalina possono, nel tempo, danneggiare il Dna e influire negativamente sulla produzione di proteine utili al corpo per crescere e ripararsi, intaccando le capacità di autoguarigione dei tessuti.

Rinforzati con il Pensiero positivo


Certo, le tensioni fanno parte della vita quotidiana, tanto che una ricerca americana ha appurato come, in media, sperimentiamo 50 episodi stressanti al giorno. Ma in alcuni casi questi eventi possono essere addirittura benefici, perché ci spronano e motivano. Pertanto, non è lo stress breve e intermittente (conosciuto come eustress) a farci ammalare, ma quello cronico (distress): che fare allora? “La soluzione è ricorrere alla ‘farmacia interiore’ di ormoni e neurotrasmettitori che tutti possediamo”, risponde il dottor Antoni Milici. “Alcune di queste sostanze chimiche come endorfine, dopamina e ossitocina, prodotte dall’organismo in condizioni di serenità e piacere, sono in grado di inibire la produzione di cortisolo tossico e di calmarci”.

Un modo semplice per farle fluire nel corpo è dedicare almeno 20 minuti al giorno al rilassamento o alla meditazione: si è visto che pochi minuti di “mindfulness”, per esempio, sono efficaci per liberarci dallo stress e contrastare malattie come asma, diabete, insonnia, ipertensione e addirittura sclerosi multipla, come osserva Jeremy Howick nel suo libro.

Un altro insospettabile antidoto alle conseguenze negative delle pressioni è l’ “effetto placebo”. Usato in medicina per testare nuove terapie, dimostra che se si hanno aspettative positive sul buon esito di una cura, è probabile che questa effettivamente funzioni. Il valore simbolico di una buona parola, un gesto di gentilezza da parte del medico, un atteggiamento di speranza, hanno quindi un valore inestimabile. In conclusione, secondo Francesco Benedetti, neurofisiologo italiano e autore di “L’effetto placebo. Breve viaggio tra mente e corpo”, l’autosuggestione sarebbe un fenomeno di cui avere rispetto: dimostra che il cervello è in grado di potenziare le capacità di guarigione attraverso la fiducia e il pensiero positivo.

Più sport, meno medicinali

Per incentivare le nostre risorse ed evitare le malattie è comunque molto importante darsi da fare. Lo dice l’epigenetica, disciplina che studia come l’ambiente possa modificare l’espressione dei geni, in positivo o negativo. “Significa che questi non sono immutabili, né le malattie un destino cui soccombere, ma che si può sempre intervenire per cambiare il corso degli eventi”, chiarisce Antonio Milici. “Secondo l’epigenetica è lo stile di vita in genere, i comportamenti che assumiamo ogni giorno in materia di alimentazione, controllo dell’emotività, attività fisica, a sostenere le nostre risorse contro le malattie“.

Per esempio, è importante seguire una dieta ricca di antiossidanti, capaci di spegnere i “focolai” delle infiammazioni, e fare sport almeno 3 volte a settimana, soprattutto d’inverno: in questo modo si arriva a dimezzare frequenza e durata di influenze e raffreddori rispetto a chi conduce una vita sedentaria. L’attività fisica stimola nei muscoli la produzione di miochine, sostanze che il sistema immunitario rilascia per difendersi dalle malattie.

Inoltre, attenzione all’abuso di farmaci: nel mondo occidentale un anziano su due assume almeno 5 pastiglie al giorno e tutti siamo abituati a mettere il silenziatore ai sintomi con il medicinale di turno: “Eppure, dolore e infiammazione sono spie importanti di un problema, gli ‘allarmi’ che ci permettono di intervenire tempestivamente ed evitare che la situazione peggiori”, avverte la dottoressa Ginevra Menghi. “Alcuni farmaci possono intaccare le nostre difese con un effetto indiretto. Gli antibiotici, per esempio, sono insostituibili in tante situazioni, ma se ne abusiamo la flora batterica intestinale viene decimata. In questo modo ci priviamo delle difese che il nostro corpo riesce a produrre da solo. Senza contare il fenomeno della resistenza antibiotica, per cui certi batteri diventano più forti e imbattibili con i comuni antibiotici”, precisa l’allergologa.

In caso di Malattie serie non devi avere fretta

Ma che cosa succede se ci ammaliamo gravemente? Che ne è delle nostre capacità di autoguarigione? Ebbene questa ci sostiene fino in fondo, come spiega il terapista shiatsu Gioacchino Allasia, nel suo libro testimonianza “La via del ritorno alla vita”, scritto in collaborazione con due medici. Attraverso la propria esperienza di malato affetto da una grave patologia neurologica, l’autore sostiene che è importante non arrendersi mai. Il suo consiglio è prendere i farmaci e seguire i protocolli medici necessari, ma è anche importante restare aperti ad altre possibilità di cura, capaci di potenziare le risorse dell’organismo.

“Bisogna imparare ad accettare gli alti e bassi della malattia, utilizzandoli per conoscere meglio il proprio corpo e le reazioni emotive, come la rabbia”, puntualizza Allasia. “Ma è anche importante non avere fretta: nella lentezza si muovono energie preziose per il recupero”. Da potenziare con l’alimentazione, l’attività fisica, i rimedi green e le tecniche di rilassamento.

Articolo di Rossana Cavaglieri

https://www.fisicaquantistica.it/salute-ed-alimentazione/autoguarigione-come-stimolare-la-capacita-del-corpo-a-ripararsi-da-solo

martedì 28 giugno 2022

Le 7 Regole Di Paracelso

 

paracelso


1- La prima è quella di migliorare la salute.

respiro

Questo richiede una respirazione, il più spesso possibile, profonda e ritmica, riempiendo bene i polmoni , all’aperto o davanti a una finestra aperta. Bere ogni giorno a piccoli sorsi, circa due litri di acqua, mangiare tanta frutta, masticare i cibi il più perfettamente possibile, evitare alcool, tabacco e medicine, a meno che, per qualche motivo grave, non siate sottoposti a trattamento medico. Fare il bagno giornalmente dovrebbe essere un’abitudine che dovete alla vostra dignità.

 

 

 

2- Bandite assolutamente dalla vostra mente, per qualsiasi ragione, tutti i pensieri di pessimismo, rabbia, rancore, odio, noia, tristezza, vendetta e povertà.

pensieri negativi

Fuggire come la peste ogni occasione di trattare con persone maldicenti,viziose, vili, mormoratori, pigre, pettegole, vanitose o volgari e inferiori per naturali limiti di comprensione o per argomenti sensuali che costituiscono la base dei loro discorsi o occupazioni. L’osservanza di questa regola è di decisiva importanza: si tratta di cambiare la trama spirituale della vostra anima. E’ l’unico modo per cambiare il vostro destino, perché questo dipende dalle nostre azioni e dai nostri pensieri. Il caso non esiste.

 

 

3- Fate tutto il bene che vi è possibile.

fare bene

Aiutate ogni infelice ogni volta che potete, ma non nutrite mai un debole per qualsiasi persona. Dovete tenere sotto controllo le vostre forze e fuggire da ogni forma di sentimentalismo.

 

 

 

 

4- Dobbiamo dimenticare ogni offesa, anzi, sforzatevi di pensare bene del vostro più grande nemico.

non odiare1

La vostra anima è un tempio che non dovrebbe mai essere profanato dall’odio. Tutti i grandi uomini si sono lasciati guidare da quella soave Voce Interiore, ma questa non vi parlerà immediatamente, ci si deve preparare per un certo tempo, distruggendo la sovrapposizione di strati di vecchie abitudini, pensieri ed errori che pesano sul vostro spirito, che è divino e perfetto nella sua essenza, ma impotente per la imperfezione del veicolo che gli si offre oggi per manifestarsi, la debole carne.

5- Dovete raccogliervi ogni giorno, dove nessuno può disturbarvi, anche per mezz’ora, seduti più comodamente possibile, con gli occhi socchiusi e non pensare a niente.

Questo rafforza fortemente il cervello e lo Spirito e vi metterà in contatto con influenze benefiche. In questo stato di meditazione e di silenzio, arrivano spesso le idee più brillanti, che a volte, possono cambiare un’intera esistenza. Con il tempo tutti i problemi che sorgono saranno risolti vittoriosamente da una Voce Interiore che vi guiderà in questi momenti di silenzio, da soli con la vostra coscienza. Questo è il demone di cui parlava Socrate.

6- È necessario mantenere il silenzio assoluto su tutti i vostri affari personali.

silenzio

Astenersi, come se si fosse fatto un giuramento solenne, dal riferire agli altri, anche al vostro più intimo, di tutto quello che pensate, ascoltate, conoscete, imparate, sospettate o scoprite;per lungo tempo almeno, si dovrebbe essere come una casa murata o un giardino recintato. È una regola della massima importanza.

 

7- Non temete gli uomini e non abbiate paura del domani.

coraggio

Mantenete il vostro cuore forte e puro e ogni cosa andrà bene. Non pensate mai di essere soli o deboli, perché ci sono dietro di voi potenti eserciti, che non potete concepire nemmeno nei sogni. Se vi elevate nello spirito, nessun male potrà toccarvi. Il solo nemico che dovete temere siete voi stessi. La paura e la sfiducia nel futuro sono le madri funeste di tutti i fallimenti e attraggono le cattive influenze e con esse il disastro. Se studiate con attenzione le persone di buona fortuna, vedrete che, intuitivamente, esse osservano gran parte delle regole sopra enunciate.

venerdì 24 giugno 2022

Ecco finalmente svelati i segreti delle persone più longeve

 

In questo articolo scoprirai i comportamenti più comuni utilizzate dalle persone più longeve del pianeta.

La maggior parte delle persone tende a considerarsi già anziano una volta superati i 55 anni di età. E se ti dicessi che esistono popolazioni nel mondo dove è normale arrivare a superare i 100 anni e che ha 60 anni queste persone si sentono ancora giovani ed energetiche?  Cosa ne penseresti?

Credi che arrivare a quella veneranda età dipenda esclusivamente da una questione genetica. Certo, anche la genetica gioca un ruolo importante, tuttavia esistono tutta una serie di comportamenti sani che possono aiutarti a raggiungere un “secolo di vita”.

“I geni non sono il tuo destino”, affermano i ricercatori. Puoi cambiare l’invecchiamento cellulare in base ai comportamenti messi in atto durante la tua vita. 

Gli studiosi sono concordi nell’affermare che i 5 pilastri da curare maniacalmente per avere una vita lunga e felice sono:

  1. Mangiare sano
  2. Non essere obesi
  3. Fare abbastanza esercizio fisico durante la giornata
  4. Curare il riposo notturno
  5. Essere felici ( avere gli amici, non essere tristi ecc..)

Già seguire questi comportamenti salutari possono allungare di 14 anni la tua vita.

Secondo i ricercatori i 4 fattori che giocano un ruolo di fondamentale importanza nella longevità sono:

  • I livelli di zucchero nel sangue
  • L’infiammazione
  • La salute del fegato
  • La salute ormonale (testosterone nell’uomo ed estrogeni nelle donne.

Analizzando questi fattori è possibile determinare l’età biologica delle persone. L’età anagrafica è diversa dall’età biologica. Non avete mai visto una persona dimostrare meno anni della sua età anagrafica.

Bene, significa che quella persona ha seguito uno stile di vita sano.

Avere una scarsa sensibilità insulinica favorisce l’aumento di peso e l’aumento dell’infiammazione. Per migliorare la sensibilità insulinica occorre praticare durante la giornata sano esercizio fisico in grado di migliorare la salute mitocondriale e i livelli di glicemia.

Livelli elevati di infiammazione aumentano lo stress ossidativo della cellula favorendo la comparsa di uno o più patologie, come disturbi cardiovascolari, patologie digestive ecc..

Il fegato è la ghiandola depurativa più grande del corpo umano. Svolge importantissime funzioni all’interno del corpo, tra cui depurare l’organismo da agenti indesiderati (tossine, sostanze chimiche ecc..), svolgere importantissime funzioni metaboliche ecc..

Molte persone credono erroneamente che non sia possibile rallentare l’invecchiamento, tuttavia i ricercatori hanno dimostrato che l’80% della velocità con cui un corpo invecchia dipende dallo stile di vita intrapreso. Andiamo a scoprire nel dettaglio come aumentare la longevità.

Quali sono i segreti delle persone più longeve?

Digiunano

È stato dimostrato che le persone più longeve possono digiunare completamente dal cibo anche per 24 ore consecutive. Sono molti gli studi che rilevano benefici ringiovanenti dati da un breve digiuno.


Fai esercizio fisico

Non stare sempre sul divano, ma cerca di muoverti durante la giornata. Cammina, nuota o vai in bicicletta, l’importante è muovere il corpo. Allenamenti eccessivamente intensi possono essere deleteri tanto quanto stare fermi.

Cura la tua igiene del sonno

Il sonno influisce su tutti gli aspetti della tua vita. Un sonno poco qualitativo velocizza l’invecchiamento cellulare.

Riduci l’ansia e lo stress

È stato dimostrato che le persone costantemente ansiose o depresse possono morire prima rispetto a persone calme ed emotivamente stabili. Questo dipende dal fatto che quando sei sempre ansioso o stressato i tuoi livelli di cortisolo ed infiammazione possono aumentare eccessivamente ed aumentare il rischio di infarto, diabete, ictus o patologie neurodegenerative. (morbo di Parkinson, morbo dell’Alzheimer.)

Segui una dieta sana

Cerca di seguire una dieta sana ricca di frutta, verdura, frutta secca, cereali integrali e legumi. Questi dovrebbero essere i tuoi alimenti cardine. Aggiungi a questo piano alimentare piccole quantità di pesce, carne ed oli vegetali estratto a freddo e biologici.

Consuma i superfood

È dimostrato che chi assume i superfood come la spirulina, l’erba di grano, i mirtilli neri, lo zenzero e la curcuma vivono più a lungo. 

Altre pratiche molto salutari per allungare la durata della nostra vita includono:

  • Sudare almeno 3-4 volte a settimana. Attraverso la sudorazione il nostro corpo si disintossica da tossine e sostanze indesiderate.
  • Fare docce fredde. A contatto con l’acqua fredda il corpo depura il sangue in profondità, oltre ad apportare ad altri incredibili benefici.
  • Pratica la meditazione mindfulness o lo yoga per aumentare la calma e il rilassamento mentale. Una salute mentale stabile è un fattore molto comune nelle persone più longeve.
  • https://portaledelbenessere.it/persone-piu-longeve/