mercoledì 16 dicembre 2020

MIKHAIL LITVAK. I SEGRETI DEL SUCCESSO


Risultati immagini per MIKHAIL LITVAK

Mikhail Litvak è un psicoterapeuta russo noto per i suoi libri che aiutano ad orientarsi nei mari della vita...

1. Che tu lavori gratis o ben pagato, metticela sempre tutta.


2. Anche se vuoi rimanere lì dove sei, devi crescere.

3. Non deve dare l'impressione, devi esprimerti.

4. Se senti il peso, vuol dire che vivi in maniera sbagliata.

5. Più sei diffidente e più sofisticati saranno i modi che useranno per ingannarti.

6. Non aspettare che ti sia offerto. Chiedilo.

7. Prima chiedi ciò che non possono rifiutarti, poi ciò che ti serve.

8. Se una persona non può dire nulla di buono di se stessa, comincia a parlare male degli altri.

9. Se una persona ti ha aiutato ieri, questo non significa che lo farà anche domani. Ringraziala per ieri.

10. Dopo aver sgridato qualcuno una volta, ringrazialo per sette volte.

11. Se vuoi consolare una persona, la devi stupire o far arrabbiare. Non cercare di calmarla.

12. Dì la verità, se non ti crederanno, almeno poi non devi ricordare ciò che hai detto.

13.Se vuoi ottenere ciò che vuoi, cedi l'iniziativa.




http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

 

martedì 15 dicembre 2020

La santa inquisizione aveva lo scopo di distruggere la vera medicina

Belladonna

Articolo di Scienza di Confine:
Ieri la “caccia alla droga” illuminava le piazze del mondo, bruciando al rogo le streghe, oggi si sbattono i giovani a marcire nelle prigioni di cemento.
Come non tornare allora con la memoria ai tempi affascinanti dell’Inquisizione e della caccia alle streghe? Se si volesse fare una storia della nostrana guerra alle droghe bisognerebbe partire da qui.

LO STERMINIO DIMENTICATO e LE ERBE MEDICHE

Estraiamo alcune cose dal libro di Carlo Ginzburg “Storia Notturna”
Quel che più ci interessa è che quella della Chiesa, ci spiega lo storico, era prima di tutto una guerra per imporre l’autorità del prete al di sopra di quella delle streghe e delle guaritrici a cui la gente si rivolgeva per cure generalmente basate su quella che oggi chiamiamo l’Erboristeria…
In un periodo in cui la medicina scientifica in Europa ancora non esisteva – quando nascerà , per stessa ammissione del buon Paracelso, sarà più indebitata alla cultura delle streghe che ai vari Ippocrate greci che in realtà non si filava nessuno – la scelta per la gente del popolo era limitata essenzialmente a questo: o le pozioni di erbe delle megere (streghe e donne guaritrici). oppure la preghiera e l’acqua santa…
Un gran numero di donne condannate a morte durante la caccia alle streghe erano donne che esercitavano l’attività di guaritrici nelle loro comunità.
Le donne facevano le guaritrici da secoli, c’è una lunga genealogia di donne guaritrici. In Europa furono le responsabili della salute della comunità fino a quando iniziò la caccia alle streghe, essendo le conoscitrici, trasmettitrici e verificatrici di una sapienza ancestrale popolare trasmessa di madre in figlia.
Di fatto, sono considerate da diversi studiosi e studiose le prime mediche e anatomiste della storia occidentale…oltre che le prime farmacologhe, per la loro coltivazione e raccolta di piante medicinali. Erano le conoscitrici dei segreti della medicina empirica.
Per questa ragione erano conosciute dalla comunità come “donne sapienti”. Tuttavia le istituzioni, temendo la loro influenza, le chiamarono “chafarderas” (pettegole), prima di chiamarle streghe.
Le donne conoscevano le applicazioni medicinali di molte erbe e piante e tali conoscenze si imparavano di generazione in generazione da tempi anteriori alla istituzionalizzazione del cristianesimo.
Pare che queste donne mescolassero le pratiche curative con vecchi riti pagani anteriori al cristianesimo. La patina magica che rivestiva la conoscenza delle piante e l’elaborazione di creme e unguenti sembra derivare da questi vecchi riti religiosi.
Questo fu uno dei fattori che contribuì a considerare l’esistenza di una relazione speciale tra queste donne e il corpo, con il guarire il corpo ma anche con il rapporto tra mente e corpo.
Le streghe-guaritrici usavano analgesici, calmanti e medicine digestive, così come altri preparati per diminuire i dolori del parto, nonostante la posizione contraria della Chiesa, secondo la quale a causa del peccato originale le donne dovevano partorire con dolore.

Belladonna
Usarono la belladonna (foto) per fermare le contrazioni dell’utero in caso di minaccia di aborto e alcune fonti indicano una strega inglese come scopritrice della digitale, che si usa oggi per curare le malattie coronariche.
Di fatto Paracelso, considerato il “padre della medicina moderna”, affermò nel XVI secolo che tutto quello che sapeva lo aveva imparato dalle streghe.
Con la caccia alle streghe parte di questa conoscenza si perdette…Ora avete capito perché la Chiesa ci tenesse tanto a metterle le donne sul rogo!!
Ora sapete a chi dobbiamo la perdita di tutta quella conoscenza medica, portata avanti nei secoli grazie alle tradizioni e a queste meravigliose donne che magari abbiamo avuto tra le “nonne”.

LA CHIESA E IL COMPLOTTO DI “POTERE”

A partire dal XII secolo apparvero le università legate alla Chiesa..
Le discipline si svilupparono sotto il controllo della Chiesa, nei limiti delineati dalla fede cristiana. Di fatto, giuristi e medici collaborarono ed ebbero un ruolo nella caccia alle streghe, fornendo una cornice legale o agendo come consiglieri nei tribunali… Si vietò la pratica della medicina a tutti coloro che non ne avessero titolo, e questo significava che alle donne fu tolto il diritto di praticare la medicina come guaritrici, non potendo avere accesso alle università!
Le donne che avevano esercitato per tutta la vita e per generazioni l’attività di guaritrici, videro allora che gli veniva vietato svolgere il loro lavoro. Tuttavia, affinché la proibizione fosse effettiva, era necessario sradicare la loro influenza nella comunità, farla finita con il rispetto di cui godevano tra i popolo…
Era necessario anche annientare la competenza di queste donne, che potevano mettere in discussione la capacità dei professionisti che si laureavano nelle università.

Il genocidio delle donne e gli ignobili ricatti:

Gli inquisitori, con la loro visione patriarcale (l’uomo domina la donna), non potevano accettare che le donne avessero sapienza o potere, per cui affermarono che il potere delle streghe non era proprio. ma proveniva dall’atto sessuale con il Diavolo…
Ad ogni accusata gli inquisitori chiedevano un altro nome, dando inizio a una catena di morte e barbarie. Chiunque poteva denunciare, e una volta denunciata la prima strega, iniziava la catena.
Inoltre, in questo “delitto” gli inquisitori usavano minori, in particolare le bambine, su cui si faceva pressione perché testimoniassero contro le loro madri…

Le Streghe e i “VOLI MAGICI”

Con l’avanzare del Cristianesimo, le strane facoltà dimostrate dalle piante psicoattive vennero attribuite al potere del Diavolo, si proclamò la proibizione del tabacco e l’uso della coca tra gli Indios venne definito come blasfemo e superstizioso.
Oltre che straordinarie guaritrici queste donne si concedevano qualche “volo magico” assumendo piante allucinogene del genere “solenacee” e tramite speciali unguenti, cui l’uso sicuro è andato perso con la caccia alle streghe, le immergeva in uno stato di coscienza alterato, facendole volare lontano in mondi lontani con il loro corpo astrale.
Da qui viene l’immagine della strega che vola sulla scopa, in realtà tale scopa serviva a spargersi nelle pareti della vagina tramite masturbazione lo speciale unguento magico che una volta anestetizzato totalmente il loro corpo, ne permetteva la fuoriuscita dello spirito, ora libero dal mondo della materia e dei cinque sensi.
Il famoso “Sabba delle streghe” era il ritrovo che avveniva tra le streghe tra le notte del sabato, solitamente di luna piena, dove queste donne si ritrovavano in foreste e prati, lontane da occhi indiscreti e in cui tutte assieme si immergevano nel volo magico.
Un modo antico per “fuggire” dalla durezza della vita quotidiana di quell’epoca che però non piaceva agli occhi maligni degli inquisitori cristiani e qui trovarono il vero motivo per accusarle e portarle a morte atroce e torture, accusandole di incontrare il Diavolo tramite i loro voli magici…
Insomma la caccia alle streghe da parte della santa inquisizione non è altro che è uno dei tanti tristi capitoli della nostra storia, immersi nell’ignoranza e perversione della mente umana, cui ieri come oggi la popolazione contribuiva alla complicità, accusando spesso le proprie mogli e le proprie figlie..
Dopo aver letto questo articolo, dove lo collochereste il “Diavolo” ?

https://www.paradisefruit.altervista.org/la-santa-inquisizione-aveva-lo-scopo-di-distruggere-la-vera-medicina/

 

lunedì 14 dicembre 2020

Calma e gesso: quando quello che abbiamo imparato conta davvero.


preghiera comunitaria
I momenti difficili come quelli di questi giorni, oracolo di una guerra, di uno scontro di civiltà, di violenza senza fine e senza senso, sono quelli che ci mettono alla prova: quello che credevamo era vero, era sentito, o era solo un modo di dire? Come disse un tale, una volta: “Credevo di avere fede, ma era solo una buona salute“.
Oggi che le forze del male alzano la voce, che il dolore per la perdita si fa sentire, che la rabbia e il desiderio di vendetta, alimentato da una sana aspirazione alla Giustizia, fa capolino, bisogna più che mai riprendere il filo di ciò che sappiamo, stare fermi nella nostra Fede e non vacillare. E cosa abbiamo imparato, che non dobbiamo dimenticare in questi momenti?
  • Che chi genera dolore, morte e distruzione vuole la nostra reazione. La vuole cattiva, violente, arrabbiata. E noi non gliela daremo.
  • Che chi cerca lo scontro tramite il terrorismo, vuole la nostra reazione di divisione, di contrapposizione, di muro contro muro. E noi non gliela daremo.
  • Che chi scrive “è guerra” sta facendo il gioco di chi vuole violenza, odio e distruzione. E facendo così, coscientemente o inconsciamente, sta facendo il gioco del Falsario, del Divisore, della Scimmia di Dio. Ma noi non ci cascheremo.
  • Che solo il desiderio comune, espresso in preghiera continua, armato da una Fede incrollabile, rinforzato nella comunione di intenti coi fratelli, può sconfiggere le Forze del Male, ovunque esse si insinuino. E noi questo faremo. Senza speranza, ma con la certezza che l’Amore è più forte. 

 

sabato 12 dicembre 2020

Le 7 Leggi Universali


PRIMA – LEGGE DI CREAZIONE

“In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” ( Gv 1:1)
Questa è la Legge più importante perchè è quella che regge tutto il Creato. Prima che esistesse l’universo vi era nella Mente di Dio l’idea (verbo) di come doveva essere.
L’uomo, essendo stato Creato ad immagine e somiglianza di Dio, è anch’esso Creatore e anche i suoi pensiero prima o poi si manifestano nel suo corpo e nel mondo che lo circonda. Oggi ingiustamente conosciuta come legge di Attrazione, quindi è più corretto chiamarla con il suo vero nome, Legge di Creazione.
  
CIO CHE SI PENSA SI MANIFESTA
Si devono considerare i pensieri come oggetti reali. E’ l’insieme dei pensieri che determina tutto quello che ci accade e ci circonda. Qualunque cosa trattieni nella tua mente è quanto vedrai manifestarsi nella tua vita e in tutto ciò che farai. Sono infatti questi pensieri a creare ciò che viene chiamato “destino”
Noi, non siamo mai veramente coscienti delle idee che riempiono la nostra mente. Queste si vanno formando in accordo a ciò che ci insegnano (condizionamenti e convinzioni)
o a ciò che sentiamo dire. Siccome quasi tutto il mondo ignora la Legge di Creazione che governa l’universo e la vita, quasi tutti trascorrono la loro esistenza fabbricandosi condizioni contrarie, vedendo peggiorare ciò che prometteva bene, muovendosi alla cieca, senza bussola e timone:
Le varie disgrazie vengono attribuite ad un non meglio definito destino, mentre le lezioni vengono apprese con molta difficoltà. Oppure si attribuisce tutto alla volontà di Dio, volontà che, comunque, resta fuori dalla nostra comprensione.
NASCERE CON LIBERO ARBITRIO SIGNIFICA:
 ESERCITARE LA CAPACITà DI SCEGLIERE LIBERAMENTE.
Pensando il male e le disarmonie, produrremo male e disarmonie, mentre pensando il buono, il bello e l’armonia, produrremo il buono, il bello e l’armonia, sia nel nostro mondo interiore che esteriore. Le idee di cui siamo convinti passano nel subconscio dove si stabiliscono, creando le condizioni per cui possono generarsi problemi e malattie.
Queste condizioni, prima o poi, si manifesteranno nel nostro corpo, nell’ambiente e nelle situazioni della vita. Quando l’essere umano si ritrova avvolto negli effetti della sua ignoranza, ossia, nelle calamità che lui stesso ha prodotto inconsapevolmente ù, si rivolge a Dio e lo supplica perchè lo liberi dalla sofferenza. Sarebbe come dire, senza rendercene conto che stiamo attribuendo a Dio un ruolo di regnate capriccioso, vendicativo, animato da cattive intenzioni ed attento ad ogni nostra più piccola infrazione per poterci punire con castighi molto pesanti. Lo abbiamo sempre consoderato come un’entità al di fuori di noi.
PERCHE’ DOV’E’ IL VOSTRO TESORO, LI’ SARA’ PURE IL VOSTRO CUORE
(Lc 12:34)
La preghiera o la meditazione è il pensiero più alto e più puro che si possa immaginare, è il modo di polarizzare la mente al livello più positivo. Le vobrazioni spirituali create con la preghiera sono in grado di trasformare bellezza e perfezione tutte le condizioni disarmoniche che ci circondano. Essa agisce come una lampada accesa portata in un’abitazione immersa nelle tenebre.
L’Universo utilizza delle leggi ben definite, Leggi che costituiscono i Sette Principi che sono alla base di tutto il Creato. Queste Leggi funzionano in ogni momento ed su ogni cosa. Non conoscono sosta e servono per mantenere l’ordine e l’armonia. Non siamo mai puniti per le nostre azioni ma dalle nostre azioni.
E’ importante imparare a considerare i pensieri come oggetti reali, è l’insieme dei pensieri che determina tutto quello che ci accade e ci circonda.
I PENSIERI SONO OGGETTI REALI

L’essere umano non è quello che ci hanno fatto credere, ossia una povera creatura in balia delle circostanze della vita. 
L’ESSERE UMANO E’ MOLTO DI PIU’

SECONDA – LEGGE DI ANALOGIA E

CORRISPONDENZA

“Come in alto così in basso”
Questa è la legge secondo la quale uno dei mezzi con cui l’uomo può venire a conoscenza di Dio è la comprensione di sé stesso. Il “Macrocosmo ripete se stesso nell’uomo, il microcosmo ed esso a sua volta è riflesso in tutti gli atomi minori”
“Come in alto così in basso” significa che quello che seminiamo nei nostri pensieri ricadrà nella realtà fisica e che quello che riusciremo a trasformare o non trasformare nell’organizzazione delle nostre società (macrosistema) ricadrà all’interno delle nostre relazioni personali e della nostra vita quotidiana (microsistema).
I vecchi valori riconosciuti e il mondo fenomenico tangibile (emotivo e fisico) devono essere relegati in secondo piano nella coscienza umana, al loro giusto posto e che le realtà intangibili, il mondo delle idee e delle cause, devono costituire per lui, nel futuro immediato, il centro principale della sua attenzione.
L’energia segua il pensiero, così in alto come in basso; lì dove le prospettive di guarigione dell’umanità sono strettamente connesse con la promulgazione della potenza e della buona volontà.
La consapevolezza del proprio ruolo all’interno di un sistema economico, garantisce un migliore orientamento verso l’obiettivo, così come il riconoscimento della propria specifica funzione sia per un singolo che all’interno di un gruppo.
Si tratta di riflessioni embrionali che cominciano ad illuminare, nei nostri pensieri, percorsi e collegamenti nuovi lasciandoci avvicinare un po’ di più al mondo delle idee e delle cause, dissipando le nebbie e sgretolando le illusioni; lasciando che l’Universo che siamo in grado di vedere diventi sempre più rispondente al “magnete” che attrae i raggi del Cuore:
L’ANALOGIA FRA CREATORE E CREATURA
E’ COSI’ CHIARA CHE RISULTA
IMPOSSIBILE  NON VEDERE LA LINEA CHE LI UNISCE
La grande forma pensiero edificata nel corso dei millenni dall’avidità e dal materialismo dell’uomo, viene demolita senza stregua ed il genere umano sta per raggiungere una liberazione che lo porrà sul giusto sentiero.
Allo stato attuale manca la consapevolezza necessaria a capire che finchè guarderemo individualmente al futuro non saremo in grado di modellare le circostanze ma saremo costretti a subire l’ambiente.
Se, con uno sforzo mentale, comprendessimo che il futuro dipende da quello che tutti insieme pensiamo, saremmo in grado di influenzarlo in base al nostro volere.
Quando l’uomo avrà compreso questo e vivrà secondo tale conoscenza, l’illusione che ora annebbia il mondo scomparirà.

TERZA – LEGGE DI VIBRAZIONE

Tutto é movimento tutto é vibrazione
 La vibrazione spiega le differenza tra le diferse manifestazioni della materia, dei sentimenti, dei pensieri ecc. La scala evolutiva include gradazioni delle frequenze: da denso a solubile, arrivando fino all’aspetto piú raffinato, la Coscienza Divina. Quanto la vibrazione é piú alta, tanto la manifestazione é piú elevata. La materia é costituita di particelle energetiche che sono in costante movimento ed hanno un certo ritmo.
Il movimento é caratteristico di qualsiasi oggetto o essere. Anche ció che sembra inerte come una pietra possiede una certa frequenza di vibrazioni. - Pitagora
Un oggetto che é sottoposto a vibrazione puó sembrare del tutto immobile (per esempio i raggi di una ruota in movimento sembrano formare un oggetto compatto, fisso), non dobbiamo lasciarci ingannare dalle apparenze ma dobbiamo approfondire per poterci avvicinare alla realtá, scoprendo se un oggetto é grezzo, avente una frequenza vibratoria meno elevata, oppure no.
Scopriremo che la luce, il calore, il magnetismo, l’elettricitá, non sono soltanto fenomeni vibratori; questo é valido anche per i pensieri, le emozioni, gli stati d’animo, la volontá. Questi sono tutti stati di vibrazione emessi verso l’esterno con un’ incidenza maggiore o minore verso l’ambiente circostante.
La Legge della Vibrazione evidenzia la possibilitá di intervenire sui livelli inferiori di manifestazione, per produrre le trasformazioni che desideriamo. La comprensione di questo principio genera un stato spontaneo di rispetto verso tutto ció che é stato creato e verso la vita in generale.
Comprendendo che ogni essere ha un proprio luogo e ruolo nell’universo:
niente manca e nessuno è superfluo.
L’essere umano realizza che la vita è un grande dono Divino, fatto d’Amore.
Il Divino ha creato un intero Universo di Amore e per Amore. Possiamo così riformulare questo principio: “niente di quello che è creato si trova fuori dell’Amore Divino (la Vibrazione Suprema); tutto è pervaso per l’eternità del Suo Amore che ogni essere percepisce secondo il proprio livello di evoluzione”.
Se scegliamo l’Amore, allora vivremo nell’Amore, con tutto quello che l’amore comprende. Quando riteniamo di aver fatto una scelta sbagliata; altro non ci resta da fare che correggere questa scelta. Se desideriamo la salute, il bene, il bello, la purezza, la verità… il da farsi è aprirci all’Amore verso il Divino.
L’Amore è la fonte della guarigione ed è disponibile sempre ovunque per tutti.

QUARTA- LEGGE DI POLARITA’
(Attrazione Repulsione)

Gli opposti si attirano e i simili si respingono. Equlibrio ed armonia nei rapporti. Senso della misura. Capacità di superare la dualità.
La conformazione del sistema solare è triplice: Proposito
(energia positiva) Amore – Saggezza
(energia equilibratrice) Intelligenza Attiva
(energia negativa – in senso polare)
Ciascuno di questi tre aspetti è a sua volta triplice, formando così il numero 9 che unito alla manifestazione perfetta forma il 10, la perfezione. Questi tre aspetti sono presenti sia nel sistema solare, sia nell’essere umano che in un singolo atomo. Essi sono interdipendenti, perchè l’energia è sempre in moto, perciò tutte le forme non sono isolate nel sistema.
Uno dei più grandi problemi dell’uomo è il dualismo fondamentale, dove il divino e l’umano si incontrano a causa della realtà bi-polare dell’Uno che si risolve solo quando l’essere umano riconosce e realizza in se stesso questi due poli, ritrovando così l’unità originaria.
E’ un cammino interiore di graduale integrazione, riunificazione e sintesi che porta a scoprire che tutti gli opposti sono complementari, essendo due forze dell’unica realtà. Il segreto sta nel riuscire a salire su un livello di coscienza al di sopra di ogni dualismo, dove ogni scissione svanisce nell’armonia e nell’unità dell’Essere.
Questa Legge governa ogni cosa manifestata e tutte le altre Leggi sono collegate ad essa. I cicli sono nella reale natura del Sè e del non sè, l’azione reciproca di questa dualità, con l’aiuto della mente, produce l’ambiente e le circostanze
- Sè – non sè – mente -
I dualismi rispecchiano una Legge Universale, quella di Polarità che regola tutta la manifestazione a tutti i livelli, dandole il suo carattere ciclico e ritmico. All’inizio vi era un’Unica Realtà, l’Uno, l’Assoluto, l’Immanifesto, completo in se stesso e immerso in uno stato di riposo. Periodicamente questo Assoluto, quest’Uno esce dal suo stato di immobilità e si manifesta attraverso una “ideazione cosmica” che produce una dualità. Creando una limitazione o restrizione, in modo che si possa fare una scelta: un volere positivo (Spirito) e un volere negativo (Materia). Ecco la prima coppia di opposti polari. Da questa dualità si manifestano un’infinità di dualismi, sotto molteplici aspetti ma essi non hanno una realtà separata e individuale, infatti presi disgiuntamente appaiono incompleti e parziali.
Ogni dualità si risolve quando emerge un terzo fattore ad un livello più elevato che sintetizza i due poli opposti, quando ciò avviene nella dimensione umana scopriamo che questo terzo fattore pre-esiste dietro alla dualità e che è proprio lui che li produce. Solo un essere evoluto interiormente scopre e riconosce questa rivelazione, perché ha vissuto e si è identificato prima col polo materia e infine col polo Spirito.
Il vero ostacolo all’evoluzione della coscienza non è il dualismo in se stesso ma il non volerlo riconoscere ed accettare, il non voler comprendere la sua utilità e la sua funzione positiva e necessaria ad uno sviluppo totale e ad una realizzazione autentica.
Il senso dell’unità si ottiene quando si è consapevoli che tutte le cose esistenti a tutti i livelli sono reali, perché fanno parte dell’Uno; anche la parte più piccola e apparentemente insignificante concorre alla grande armonia.
Non dobbiamo rifiutare il conflitto, il dolore, il male, etc. ma avere fiducia e rendersi conto che tutto ha un senso e che, a poco a poco rivelerà il suo significato, il suo lato costruttivo, luminoso, utile, giusto e benefico nel grande Schema Evolutivo.
Si potrebbe dire che in fondo tutte le grandi leggi spirituali e cosmiche derivino in effetti dalla Legge di Polarità, perché tutte regolate dal ritmo di flusso e riflusso di energie che scorrono fra due poli complementari.
Sono chiamati con molti nomi: Yin e Yang, Ishvara e Shakti, Puruscha e Prakriti, Eros e Logos, Sole e Luna, Conscio e Inconscio, Maschile e Femminile, Attivo e Passivo, etc. che si dividono per poi riunirsi di nuovo nella coscienza individuale. I moventi di un essere umano sono una continua interazione tra opposti.
I Taoisti ne dedussero due regole fondamentali per la condotta umana, ogni volta che si vuole ottenere una cosa, essi dicevano:
“Bisogna iniziare dal suo opposto: se si vuole restringere, bisogna (innanzitutto) estendere; se si vuole indebolire, bisogna (innanzitutto) rafforzare; se si vuole far perire, bisogna (innanzitutto) far fiorire; ciò che è tortuoso diventa dritto; ciò che è vuoto diventa pieno; ciò che è consumato diventa nuovo” etc.
Questo è ciò che si chiama una visione sottile. È il vivere del saggio che ha raggiunto un punto di vista superiore, una prospettiva in cui vengono percepite chiaramente la relatività e la relazione polare di tutti gli opposti e quindi, farne un tutt’uno.
“Il difficile e il facile si completano l’un l’altro; i suoni e la voce si armonizzano l’un l’altro; il prima e il dopo si seguono l’un l’altro, etc. (Tao – Tè – ching)

La conoscenza si presenta anch’essa sotto forma di dualità, infatti gli attribuiscono diversi valori; esiste una conoscenza superiore ed una inferiore, una relativa ed una assoluta, una condizionale ed una trascendentale, una intuitiva ed una razionale.
La conoscenza razionale è ricavata dall’esperienza che abbiamo degli oggetti e degli eventi del nostro ambiente quotidiano.
Essa appartiene al campo dell’intelletto, la cui funzione e quella di discriminare, dividere, confrontare, misurare e ordinare in categorie. In tal modo si producono un gran numero di opposti che possono esistere solo l’uno in rapporto all’altro.
La conoscenza intuitiva prende in considerazione solo i significati e le significanze delle cose (secondo e primo aspetto della Triade spirituale). Ciò che ci deve interessare, in particolar modo, è la ricerca di un’esperienza diretta della realtà che trascende sia il pensiero intellettuale che la percezione sensoriale.
Tutti i mutamenti della natura sono una manifestazione e una interazione dinamica dei due poli opposti che sono in relazione polare, in cui ciascuno dei poli è legato dinamicamente all’altro e che sono due aspetti differenti della medesima cosa.
Tutti i contrasti e tutte le differenze sono relative all’interno di un’unità che tutto comprende. Superare il mondo degli opposti, costruito dalle distinzioni intellettuali e dalla corruzione delle emozioni, comporta il conseguimento di un punto di vista superiore, che si raggiunge nel mondo del non-pensiero.
Una persona virtuosa non è quella che affronta l’impossibile compito di battersi per il bene e di sconfiggere il male, bensì quella che è capace di mantenere un equilibrio dinamico tra il bene e il male.
La personalità di ogni uomo e di ogni donna è il risultato di un’azione reciproca tra l’elemento maschile e quello femminile, quindi è impreciso dare eccessiva importanza all’aspetto estroverso maschile, piuttosto che a quello introverso femminile, perché tutti e due sono complementari.
Tutti gli opposti sono interdipendenti, il loro conflitto non può mai finire con la vittoria totale di uno dei due ma sarà sempre una manifestazione dell’azione reciproca fra l’uno e l’altro polo. La virtù sta nella capacità di mantenere un equilibrio dinamico tra i due estremi.

QUINTA- LEGGE DEL RITMO O ARMONIA

Tutto si muove come un pendolo; la misura del suo movimento verso destra è la stessa del suo movimento verso sinistra; il Ritmo è la compensazione tra le due oscillazioni.
Il Divino è Perfetta Armonia, ciò che appare disarmonico (miserie, sofferenze, ecc.) non sono una creazione del Divino ma dell’uomo. Tutti gli uomini che vogliono vivere nell’armonia e nella pace possono adottare come sistema conoscitivo e di giudizio la Legge del Ritmo che ha un valore universale, dal momento che sottintende non solo tutte le funzioni vitali ma anche tutto ciò che esiste nell’intero universo.
La Legge del Ritmo è semplice nel suo ricorrente dinamismo; a non si compiorta stupidamente come la logica che una volta stabilito un presupposto, si precipita come una valanga lungo la china degli inevitabili effetti, con risultati disastrosi; sempre in disaccordo con quanto implicito nel presupposto stesso.
A differenza dalla logica non deve mostrare un punto di partenza più o meno visibile, un presupposto di origine esteriore e materiale, scelto per motivi non sempre chiari o in base a percezioni sensoriali a volte errate o incomplete.
Il metodo di conoscenza Ritmica parte sempre da un Centro Spirituale invisibile, scelto per Fede o per Amore, da cui s’irradia un concetto che si “sente” interiormente con certezza la validità.
Tale concetto che all’origine è sempre abbastanza vago e indistinto, parte dal Centro da cui nasce e con un moto convettivo o parabolico, ritorna di continuo al suo punto di partenza.
Aggiornandosi con l’esperienza del suo viaggio e dove si ritempra assorbendo nuove forze per un ulteriore viaggio più esteso e proficuo. Tutto ciò avviene con ritmo rapidissimo che a livello psicologico si conclude in breve tempo in modo chiaro, con una illuminazione di tipo intuitivo.
Nel processo Ritmico – Intuitivo, a differenza di ciò che avviene nel processo Logico – Deduttivo, il Tempo non esiste, se non in modo provvisorio, in quanto pur nascendo dal Centro e identificandosi nel Moto Convettivo ascendente che crea il Tempo che passa verso il Futuro, una volta toccato il vertice della Parabola questo Tempo cessa di esistere, dal momento che comincia a regredire nel moto discendente che rappresenta il viaggio verso il Passato fino al Centro in cui viene riassorbito, prima di venir riemanato per un nuovo viaggio verso un futuro del tutto relativo, data la sua brevissima durata; ma di tutto ciò gli esseri umani non hanno assolutamente coscienza.

Infatti non riuscendo a percepire gli intervalli che caratterizzano lo svolgersi del Tempo, così come non percepiscono i ritmici intervalli esistenti nella luce del Sole o in una proiezione cinematografica, essi attribuiscono al Tempo una continuità ed una direzione unilaterale che esso non possiede assolutamente. Quindi nel Processo Ritmico di conoscenza, il Tempo nasce e muore di continuo dall’Eterno e nell’Eterno Presente Divino di un Centro Spirituale.
Il Metodo di conoscenza Ritmico, offre a chi lo pratica e crede con Fede certa nella sua validità, dei vantaggi straordinari, primo fra tutti il contatto con Dio che è Verità e Unica Realtà; poi la possibilità di viaggiare, in teoria, nello spazio e nel tempo sia in avanti che a ritroso, dal momento che nell’Eterno Presente d el Divino, tutto è già accaduto e nel contempo tutto deve ancora accadere, offrendo così all’uomo che si identifica pienamente nell’Attimo Presente, l’incredibile possibilità di modificare sia il Passato che il Futuro. Ma per riuscire in questo, non è sufficiente credere nella realtà di un simile potere.
Non basta conoscere la Verità per avere il potere di modificare a proprio piacimento la ritmica Realtà dell’esistenza, ma è necessario
DIVENTARE LA VERITA’, RINUNCIANDO A TUTTE LE ILLUSIONI CHE CI MANTENGONO SEPARATI DALLA REALTA’.
LA VERITA’ E’ UN ESSERE VIVENTE CHE SI IDENTIFICA NELLA REALTA’ DIVINA.
Infatti qualcuno disse:
IL PADRE ED IO SIAMO UNA COSA SOLA.
(Gesù)

SESTA – LEGGE DI CAUSA – EFFETTO

Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati e con la misura con la quale misurate sarete misurati (Mt, 7,1-2)
Ogni causa produce un effetto, ogni azione genera un risultato.
La legge di causa-effetto è conosciuta nella cultura sanscrita come karman il termine deriva dalla radice sanscrita kr che significa “fare, compiere, produrre, agire, movimento” e perciò viene anche chiamata Legge del Karma. Si tratta di una legge di equilibrio universale che serve a bilanciare ogni squilibrio.
Le azioni umane ad esempio sono le cause, le cose che ci accadono sono gli effetti: “il caso non esiste”. Le azioni umane sono normalmente in balia dell’ego, dei nostri io, sottoforma di tensioni emozioni e pensieri. Senza consapevolezza non c’è libero arbitrio, non c’è libera scelta e quindi non si possono ottenere gli eventi desiderati.
La Legge di Causa – Effetto interessa tutti, anche chi ha sviluppato maggiori poteri.
Con grandi poteri arrivano grandi responsabilità.
Tutto quello che abbiamo ce lo creiamo noi costantemente. Non tutti coloro che patiscono tribolazioni, patiscono per caso. Colui/colei che ha sperimentato che cosa produce l’odio non può non amare. La verità rende libero l’uomo e lo propietta verso un destino migliore. Ciò che seminate raccoglierete, ciò che raccoglierete istruirà il destino del domani.
Non è una Legge di punizione bensì una Legge di giustizia. Ogni causa ha il suo effetto e tutti gli organismi le sottostanno: dall’atomo, all’uomo, al cosmo. Tutto è interconnesso, anche la più piccola azione ha la sua parte e la sua controparte, vale a dire l’effetto. Il problema di molti esseri umani è di non riuscire a collegare i fatti della propria vita con le azioni del passato, trovando sempre un capro espiatorio per le proprie disavventure negli altri o nel destino, con il risultato di sentirsi, di conseguenza, delle vittime.
Se si riuscisse a comprendere che l’azione negativa è in reltà il risultato dei propri errori, di pensiero o di cattiva condotta, si eliminerebbe quel risentimento e amarezza nei confronti della vita.
La comprensione e l’accettazione della Legge di Causa – Effetto, aiuta a farci sentire sempre più responsabili verso noi stessi e verso gli altri, attraverso l’azione veniamo quindi educati a compiere atti giusti verso noi stessi e l’umanità. tutto si riduce a pensiero, perché le altre azioni sono la conseguenza del pensiero.
Siamo e saremo ciò che pensiamo.
Il pensiero che produciamo, nasce nella nostra mente, và, parte, si amplifica e risuona tutt’attorno a noi e, come un suono infinito si propaga in tutto l’universo. Quindi non dobbiamo rapportare i nostri problemi a qualcosa di esterno; tutto dipende da noi, tutto è dentro di noi. Ciò significa controllare i nostri pensieri e le azioni che abbiamo compiuto durante la giornata, dalla mattina al momento del risveglio, fino a quando si va a dormire. Comprendere che ogni azione è condizionata dalla precedente, responsabilizza nei confronti dei propri pensieri, sentimenti, emozioni e azioni.
Le forme pensiero che gravitano intorno a noi ci possono più o meno condizionare. Un pensiero ricorrente quando ha una certa intensità diventa, in seguito, un’abitudine alla quale la mente torna spontaneamente.
L’energia segue il pensiero
Queste abitudini ci fanno agire in un determinato modo, spesso senza rendercene conto. Solo cambiando i nostri pensieri, immettendo principi e valori etici, possiamo uscire dalle forme pensiero negative e crearne di positive. L’armonia nella nostra vita dipende dalla padronanza dei nostri pensieri, perché sono i semi dei nostri sentimenti ed azioni e determinano il nostro destino.
La forza creatrice dei nostri pensieri ha un potere enorme.
Un pensiero cosiddetto buono e amorevole non necessariamente produce conseguenze buone, dicendo pensiero si intende sia la parola che l’azione. Non possiamo impedire ad un pensiero negativo di entrare nella nostra mente ma, è anche vero che possiamo impedirgli di fare fissa dimora nella nostra mente. Il nostro “oggi” l’abbiamo già costruito ieri.
Siamo i costruttori della nostra realtà
Impariamo a selezionare i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni.
Pensieri e intenzioni amorevoli creano una sinfonia.
L’Amore è la legge più grande di tutte, la Legge dell’Assoluto, spazza via tutto

SETTIMA – LEGGE DI GENERAZIONE

Tutto ha una polarità maschile e femminile. Nulla esiste senza un padre e una madre.
- Intesa su un piano simbolico non biologico -
La creazione ha bisogno del maschile e del femminile, due principi con identica intensità ma diversi poteri che completano l’universo creando armonia. Niente al mondo è più significativo dell’incontro fra i due principi, maschile e femminile. Ne gli uomini ne le donne possono dubitare del fatto che questi due principi e ciò che essi rappresentano, sono potenti, attivi e che si influenzano a vicenda allo scopo di creare. Quello che però non si sa è l’atteggiamento da tenete, il modo di considerarsi a vicenda per vivere nell’armonia, nella bellezza e nella pienezza, invece di provocare continuamente disordini, delusioni e tragedie.
L’intero Universo è in movimento grazie alle forze che si sprigionano dai due principi, maschile e femminile, quando questi sono in presenza l’uno dell’altro. Orientate convenientemente, queste forze riescono a proiettare dei fasci luminosi di una potenza tale che possono produrre fenomeni di un’importanza cosmica.
Tutto il creato, tutte le manifestazioni della vita e della natura sono opera dei due principi, maschile e femminile. Questi due principi sono un riflesso, una ripetizione dei due principi divini creatori: il Padre celeste e la Madre divina. In realtà, il Padre celeste e la Madre divina non sono Dio stesso: li si deve comprendere come due poli scaturiti da un principio unico: l’Assoluto, il Non Manifesto, che la Cabala chiama
Aïn Soph Aur, ossia “Luce Senza Fine”.
Ciascuno di noi possiede quindi una parte maschile e una parte femminile, a seconda che l’individuo sia uomo o donna una delle due parti è visibile mentre l’altra è nascosta ma quella che non si vede è comunque presente. Ogni donna è donna nel proprio fisico ma possiede il principio maschile. Allo stesso modo, ogni uomo è uomo nel proprio corpo fisico ma possiede interiormente il principio femminile.

Se si conosce la Legge della Polarità e se si sa come utilizzare i due principi, maschile e femminile, emissivo e ricettivo, positivo e negativo, si possono risolvere tutti i problemi della vita. Ogni manifestazione, ogni nascita è il prodotto del lavoro dei due principi: il maschile, emissivo, proietta, insemina, dona il germe della vita; il principio femminile raccoglie, organizza per produrre un’opera completa e perfetta. Il lavoro di Creazione è quindi ripartito fra i due principi e non bisogna, nè sopravvalutare nè sottovalutare l’importanza dell’uno e dell’altro. Entrambi sono altrettanto importanti, altrettanto indispensabili ma in due modi diversi.
Il principio maschile invia delle onde o delle forze ma ciò non servea niente se non c’è l’altro principio che risponde, riceve ed opera su quello che ha ricevuto. E’ grazie al lavoro dei due principi che la vita è possibile anche là dove non li vediamo, anche nel corpo fisico, essi lavorano insieme ed è proprio quando l’uno domina a scapito dell’altro che iniziano le anomalie e gli squilibri. La scienza dei due principi è la scienza dell’equilibrio cosmico.
La potenza dell’essere umano risiede nel possedere i due principi, è l’unione in lui dei due principi, maschile e femminile che lo rende simile agli dei.
LA VITA E’ L’INFANZIA DELLA NOSTRA IMMORTALITA’ J.W. Goethe

 

venerdì 11 dicembre 2020

Il quinto chakra Nel regno del senza forma da dove nasce ogni creatività



Da un'intervista ad Alvina apparsa su Osho Times n. 205

I primi passi
Sono molti gli aspetti e gli elementi che riguardano il quinto chakra, ma prima di affrontarli vorrei parlare di cosa ci rende pronti a esplorarlo più a fondo e a vivere a pieno la sua dimensione.
Nel corso degli anni, io, Prasad e Leela, abbiamo lavorato molto sui chakra più bassi – il primo, il secondo e il terzo – per preparare le persone a vivere la dimensione del cuore, del quarto chakra, che vuol dire vivere con accettazione e ricettività la realtà interiore e ciò che ci circonda, e questo si consegue anche accogliendo e integrando i livelli e le dimensioni “inferiori” della vita.
I primi passi nel lavoro sull’energia, dunque, servono ad armonizzare i chakra più bassi che possiedono energie molto diverse tra loro. Osho ci incoraggia sempre a diventare consapevoli di queste energie, anche se spesso, nel loro stato inconsapevole, sono in conflitto e questo può essere doloroso. Per esempio, il secondo chakra, il chakra del sentire, di solito la “pensa” diversamente dal terzo cha­kra, che è quello che ci fa fare le cose a modo nostro, che vuole entrare in azione, che non vuole aspettare gli altri, che non vuole nemmeno prenderli in considerazione. E il primo chakra ha bisogni ancora diversi e un modo diverso di vedere la vita. Quando siamo inconsapevoli, questi tre chakra generalmente non operano bene insieme. Anche se non sono in conflitto, vanno in direzioni differenti e noi finiamo col disperdere tanta energia o col perderci nel mondo, nella dimensione di uno dei tre.
Quindi, come prima cosa, bisogna portare una consapevolezza amorevole ai primi tre chakra, alla loro connessione con la vita nel mondo e a cosa significa vivere pienamente tutte le loro energie.

Una consapevolezza amorevole
Questa consapevolezza amorevole è il cuore! Il cuore è l’atmosfera che ci dà la capacità di essere semplicemente presenti, di permettere alle diverse energie di essere come sono, anche nella loro contraddittorietà. Il cuore è lo spazio per accogliere il dolore che nasce dal nostro essere inconsapevoli, è la capacità di connetterci con noi stessi per scoprire cos’è veramente essenziale. Quando ci connettiamo, attraverso il cuore, ai chakra più bassi, le loro energie e l’espressione che li caratterizza si trasformano. Quando operano allo stato inconsapevole l’espressione può presentarsi, come dicevo, sotto forma di conflitto o alle volte facendoci smarrire in un chakra o in un altro; ma quando ci connettiamo al cuore e lo sintonizziamo coi chakra più bassi, questi iniziano a muoversi insieme con più armonia, perché essenzialmente si muovono in un’atmosfera di presenza, di accettazione, nella quale si permette alla vita di fluire.
Questo è ciò che porta equilibrio: familiarizzare sempre di più con il cuore, vivere ed esprimere sempre di più la dimensione del cuore nella nostra vita e farla diventare una realtà. E quando i tre chakra più bassi, insieme al cuore, fluiscono in armonia e noi siamo connessi con ciò che c’è di essenziale in loro, connettersi al quinto chakra, alla gola, apre una nuova dimensione.


Comunicare
Il quinto chakra ha diverse funzioni. Una, molto ovvia, è quella della comunicazione, ossia comunicare con gli altri, esprimerci a parole e ascoltare. Anche ciò che vogliamo dare e condividere con gli altri è una funzione del quinto. Quando non siamo consapevoli dei chakra più bassi ci può succedere di vibrare in qualche energia inconscia, per esempio del terzo chakra. Nel momento in cui ci esprimiamo, parliamo, anche il nostro quinto chakra vibrerà in quella energia inconscia del terzo e ciò che diremo avrà, con tutta probabilità, origine dal tentativo di dominare qualcuno, di manipolarlo, o dal tentativo di ottenere potere attraverso ciò che diciamo. Quindi il quinto chakra, quando non siamo consapevoli dei chakra più bassi, viene costretto a un’espressione inferiore e quello che diciamo può causare dolore, può essere manipolatorio e anche distruttivo. Perciò è importante iniziare dal cuore, così che quando dal cuore ci spostiamo al quinto chakra, il nostro modo di comunicare avrà la fragranza del cuore: l’amore, lo spazio e l’accettazione. E anche le nostre parole porteranno con sé quella dimensione.
Lo stesso vale per l’ascolto: quando inconsciamente vibriamo in un’energia di uno dei chakra inferiori, l’ascolto diventa molto selettivo.
Sono certa che tutti abbiamo vissuto qualche situazione in cui, ascoltando qualcuno, magari a un certo punto ci è venuta paura perché qualcosa di quello che l’altra persona ha detto ha scatenato in noi quell’emozione! A quel punto la mente, in qualche modo, filtrerà con la paura tutto ciò che viene detto e udiremo principalmente ciò che il secondo chakra percepisce come minaccia.
Quando invece il cuore è connesso con il quinto chakra l’ascolto si apre, ascoltiamo le cose per come vengono dette e a quel punto non abbiamo bisogno di interpretare immediatamente, c’è più spazio, c’è apertura e compassione.

La dimensione creativa
Il quinto chakra è anche il centro della creatività, non soltanto il tipo di creatività alla quale pensiamo comunemente, cioè il canto, comporre musica o fare dell’arte, scultura o quant’altro.
Certamente il quinto chakra è il centro anche di questo genere di espressioni. Quando vediamo un artista, e non soltanto un cantante, il quale palesemente usa la voce e la gola, ma anche uno scrittore o un pittore, è chiaro che spesso queste persone hanno molta energia nel quinto chakra. Questo non vuol dire necessariamente che ne abbiano anche una grande consapevolezza, ma semplicemente che l’espressione del quinto chakra in loro ha maggior forza che in altri, o avviene in maniera più complessa.
Quando però diciamo creatività non parliamo solo di quella artistica, ma anche di quella con la quale creiamo la nostra vita, o con la quale creiamo “nella” vita, quella che ci fa fare le cose in un certo modo, che ci fa fare certe scelte, prendere certe decisioni, intraprendere certe azioni, e anche il modo di condividere i nostri talenti e il modo in cui “attraiamo” le cose nella nostra vita.

I registri del passato
Nel contesto della funzione creativa del quinto chakra c’è anche la caratteristica della mente di “raccogliere” informazioni, quasi come fossero dei registri o dei manuali: forse una volta magari in una vita passata, cinquemila anni fa, o durante l’infanzia, quando abbiamo fatto una cosa in un certo modo qualcuno ci può aver detto: “No, fallo in quest’altro modo”, oppure abbiamo fatto, o non fatto, qualcosa e siamo stati puniti: quei “manuali”, quelle esperienze, sono registrati mentalmente nel quinto chakra.
Li chiamiamo anche credenze, idee, atteggiamenti o schemi mentali e possiamo considerarli come i registri akashici, di cui parla anche Osho,  che non sono situati da qualche parte nel cielo o nelle mani di un custode, ma sono proprio qui, nel nostro quinto chakra!
E non ci sono solo i manuali individuali relativi alla nostra infanzia, o alle nostre vite passate, ma anche i manuali collettivi. Per esempio, a seconda della nostra nazionalità, abbiamo certe idee di come dovremmo o non dovremmo essere, e anche questo è registrato nel quinto chakra. “Registri” molto forti, chiamati anche condizionamenti, sono quelli legati, ad esempio, all’essere uomo o donna. Tutte queste esperienze, questi pensieri e questi significati appartenenti al passato, sono registrati negli strati esterni del quinto chakra.


Una ciambella...
Per capire gli strati esterni farò una piccola descrizione di come è strutturato un chakra. Ogni chakra assomiglia vagamente a una piccola ciambella con un buco in mezzo. Il buco che si trova in mezzo al chakra non è una parte mancante, non è la pasta che manca dal centro della ciambella, ma è piuttosto un vuoto, uno spazio, una dimensione in sé che contiene essenzialmente ogni cosa; è un vuoto che assomiglia più a un “tutto”, ma in uno stato senza forma.
Nello strato esterno, nella “pasta” della ciambella, c’è la forma, e ogni chakra ha una forma diversa, o un tipo diverso di energia.
Nel quinto chakra la natura essenziale di quello strato di energia è l’espressione di ciò che è importante per noi, di ciò che possiamo creare, dare, condividere, dire ed è molto connesso con il conoscere, con la nostra funzione e capacità di conoscere la realtà interiore e esteriore. Quando siamo inconsapevoli, quando non siamo connessi con il centro, lo strato esterno è collegato a quello che Osho chiama il “sapere”, la conoscenza, ciò che abbiamo appreso in passato che è fatto di idee e contenuti mentali. Ciò che abbiamo appreso nel passato sono precisamente quei registri, quelle credenze, quelle certezze che a un certo punto abbiamo fatto nostre.
Ora, se viviamo e creiamo la nostra vita partendo da idee inconsce e acquisite, siamo molto limitati e non facciamo che ripetere centinaia di volte ciò che abbiamo già fatto in passato, le cose che pensiamo di sapere, o a volte anche esattamente l’opposto. E naturalmente è una limitazione pensare che proprio quella singola cosa sia ciò che vogliamo o ciò che è giusto per noi. E quando non siamo connessi al nostro centro quello che otteniamo nella vita non è mai niente di veramente nuovo, ma, in modi diversi, qualcosa che appartiene al passato, qualcosa in cui continuiamo a perpetuare il passato.
Vedere al di là del filtro
Il quinto chakra perciò, quando diventiamo consapevoli e lo connettiamo al cuore, è un chakra “rivoluzionario”: possiamo vedere e ascoltare con consapevolezza, e possiamo riconoscere e scoprire cosa sono questi condizionamenti, queste credenze, questi significati che saltano fuori automaticamente, e riconoscere che forse stiamo guardando il mondo e agendo attraverso una sorta di filtro.
Quando prendiamo coscienza di ciò, la nostra consapevolezza va in profondità, si espande e noi diventiamo consapevoli del centro. E non è che diventiamo consapevoli del centro solo dopo aver preso coscienza di queste idee mentali, ma in un certo senso accade contemporaneamente: quando la nostra connessione al cuore è solida, quando il cuore diventa sempre di più la nostra realtà, la nostra consapevolezza sale naturalmente dal centro del cuore al centro del quinto chakra. Quindi diventiamo consapevoli sia dello spazio al centro del quinto chakra e della sua energia, sia delle forme-pensiero, delle idee, dello strato esteriore.
Quando ne diventiamo consapevoli e diamo loro spazio, non siamo più così condizionati, non siamo più costretti a pensare, o ad agire partendo sempre dagli stessi presupposti, ma, a quel punto, entriamo veramente in contatto con il principio creativo che sorge dall’energia senza forma, dal centro, dal non sapere, dal non avere idee o concetti… che nasce proprio dal non avere un manuale, uno schema fisso di comportamento! Quando siamo connessi al centro del quinto chakra con consapevolezza, c’è anche la consapevolezza del momento presente e possiamo guardarci attorno, possiamo vedere la nostra realtà con molta più chiarezza. Non siamo più limitati a vedere le cose in un certo modo e quindi siamo in grado di riconoscere quando qualcosa di nuovo vuole accadere, e magari riusciamo a vedere le opportunità che possono facilitarne la realizzazione. A quel punto la nostra vita diventa essa stessa una dimensione creativa.

Comprensione e fiducia
Un’altra dimensione del quinto cha­kra, che nasce da questa comprensione del non sapere, è la fiducia. Quando siamo vincolati dagli schemi del passato non vediamo la realtà per quello che è, perché la filtriamo attraverso quelle strutture e facciamo affidamento su di esse. Il manuale diventa, per così dire, la nostra stampella e allora pensiamo cose del tipo: “Sì, devo solo fare la cosa giusta e allora la vita succederà in armonia con quello che voglio”. Ma se sono imprigionato da atteggiamenti mentali e credenze la mia visione di “quello che voglio” o che mi occorre nella vita sarà annebbiata da idee del passato e quindi non sarò in grado di vedere o sentire realmente cos’è che mi sarebbe d’aiuto, che renderebbe la mia vita più vasta o mi farebbe sentire felice o appagato! Inoltre, per poter inseguire quello che “pensiamo” di volere, quando siamo limitati da questi atteggiamenti mentali, o facciamo affidamento su di loro, essi agiscono come surrogati della fiducia. Questo non funziona e in pratica ci troviamo a dover escludere gran parte della vita per fare ciò che facciamo seguendo una certa idea o atteggiamento mentale.
Tutto questo alle volte viene chiamato fiducia, come a dire: “Ho fiducia che farai ciò che ritengo giusto”, oppure: “Ho fiducia che l’esistenza mi darà una grande casa, una bella macchina, un fidanzato che mi amerà per sempre e un milione di euro”. Questa non è fiducia; è un contenitore all’interno di una struttura fatta di idee.
Quando attraverso il cuore ci connettiamo al centro del quinto chakra – allo spazio, al non sapere, allo stato senza forma – siamo connessi anche a qualcosa di molto più grande, siamo connessi alla vita nella sua interezza e siamo connessi alla nostra intelligenza interiore che si muove in un flusso e in un ritmo che seguono la vita. E quando fluiamo con il ritmo della vita, quando riconosciamo di più “ciò che è” in ogni momento, allora innanzitutto “comprendiamo” di più cosa veramente vogliamo, ciò di cui abbiamo bisogno, cosa ci sarebbe d’aiuto, cosa abbiamo bisogno di imparare, cosa può espandersi, aprirsi o qual è la direzione della nostra vita. Allora c’è anche fiducia reale perché siamo aperti alla vita: la vita non è qualcosa dalla quale ci dobbiamo difendere, ma è qualcosa di cui facciamo parte e a un certo punto la vita è qualcosa che… siamo.

Da un’intervista di Marga



Alvina è con Osho da oltre trent’anni e insieme a Leela e Prasad conduce workshop di lavoro sull’energia, creatività e meditazione in tutto il mondo. Insieme hanno anche pubblicato due libri con Urra/Feltrinelli: L’alchimia della trasformazione (in ristampa) e La vita che vuoi.
Per info sul loro lavoro: essentiallifeconsulting.com

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