martedì 3 novembre 2020

Comincia tutto con un bel respiro



Devapath ci parla di sé e del suo lavoro.

Comincia tutto con un bel respiro, la vita, l’amore,  la celebrazione, la meditazione.

Da giovane avevo una vita intensa, ma intrisa di serietà: la prima relazione importante, gli esperimenti di vita comunitaria, il movimento degli studenti, gli studi di medicina e la specializzazione in psicosomatica. Presto mi ritrovai senza fiato, con una grande sensazione di vuoto. Il viaggio in India e l’incontro con Osho, nel 1979, cambiò tutto. Immergersi nell’amore e nella meditazione e non sapere cosa sarebbe successo il momento dopo mi dava un gran senso di benessere. C’era una moltitudine di persone che danzavano, si abbracciavano, ridevano o piangevano, celebravano. Una sensazione travolgente, un’intensità mai provata prima. Saltare in questa mia nuova vita era troppo bello ed emozionante... sì, c’era la paura, ma non il tempo di avere paura: c’era da celebrare e meditare.

Dall’attacco di cuore all’attacco d’amore

Molti anni dopo, nel 1990, sono di nuovo in India e celebro il mio compleanno. Osho arriva in Buddha Hall, dove partecipiamo tutti alla meditazione serale, per un breve saluto, poi ci lascia ad ascoltare in silenzio un suo videodiscorso. Sono sei mesi che la sua salute si sta deteriorando e questa sera appare ancora più fragile del solito.
Era l’ultima volta che lo vedevo nel corpo!
La sera successiva, sempre seduto nella Buddha Hall, vengo a sapere che il mio amato maestro ha lasciato il corpo. Sono scioccato, paralizzato, mi si ferma il respiro, la mente si rattrappisce: “Questa è la fine!”. Quando mi riprendo, ricordo che Osho ha detto che la risata e la danza sono più appropriate delle lacrime per celebrare la liberazione di un amico dalla prigione del corpo. Mamma mia, è di nuovo tempo di celebrare!
La celebrazione della morte di Osho è il paradosso supremo della mia vita. In realtà è il momento che mi ha insegnato di più sull’arte di celebrare. Sento ancora la sua risata cosmica da qualche parte in questo vasto universo. La gioia sembra davvero molto più appropriata di una sofferenza infinita.
Perché non prendere la vita, il lavoro, la relazione come un gioco? Perché non giocare con le nevrosi, invece di subirle? Perché non respirare profondamente e imparare a godere di quel che ci regala la vita, invece di lamentarci per quello che in tutti i casi ci porta via? Perché avere un attacco di cuore, quando se ne può avere uno d’amore? Ma come faccio a superare la mia serietà, la competizione, la gelosia e tutto il resto... e ricominciare a giocare?

Prezioso come un diamante

Se lo chiedete a me, vi dirò che la chiave è il respiro! Ci ho impiegato un bel po’ a rendermene conto...
Viaggio molto, ho una vita interessante e incontro centinaia di persone durante training, workshop o eventi in tutto il mondo. Ma sempre in compagnia di un buon amico: il respiro! Respirare a New York, o su una spiaggia caraibica – o in Messico o nella meravigliosa campagna toscana quando d’estate sono a Miasto – durante una meditazione dinamica o kundalini, mi aiuta sempre a godere del mio corpo, a rientrare in contatto con la mia vitalità, a mantenermi in forma... e magari ad aprire il petto con un bell’urlo primario.
È incredibile come il respiro rimanga a tutt’oggi un diamante nascosto nella nostra vita. Travolti dalla fretta e dalla frenesia, rimaniamo insensibili al gioiello più bello che abbiamo in noi. Che con tanta facilità ci può donare salute, ricchezza e bellezza, se solo impariamo a sentirlo, e ci rilassiamo di nuovo. Respirare bene ci ripulisce, ossigena ed energizza il corpo. Ci mantiene in salute e di buon umore. È medicina preventiva! Respirare bene ci schiarisce la mente e riporta in equilibrio le emozioni. Uno degli effetti più ignorati del lavoro psicologico è il ritorno a una respirazione libera, non impedita dalle tensioni. Se respiriamo bene, la nostra sensibilità si affina e possiamo iniziare il nostro viaggio di scoperta interiore. Il modo in cui respiriamo mostra come viviamo e ci relazioniamo.

Respirare è amore

Inspirare ed espirare è come nascere e morire. Respirare in armonia e in equilibrio mi riporta in contatto con un profondo senso di fiducia. Crea un’atmosfera d’amore dentro e fuori, che anche gli altri avvertono. Il neonato si sente al sicuro se respira in armonia con la madre. L’amore della madre lo aiuta a respirare nella pancia in modo profondo e rilassato. Il respiro naturale accade all’inizio con la ma­dre e diventa il cordone ombelicale che ci collega alla vita.
Nelle relazioni, il respirare in ar­monia è per me la chiave dell’intimità. Le protezioni scompaiono e l’amore di­venta il mio respiro interiore. Mi sembra che la potenza dell’amore scaturisca da quella del respiro. Senza il respiro mi sento come un albero senza radici sbattuto dal vento, timoroso di crollare da un momento all’altro. L’amore è terapeutico, ma ha bi­sogno del sostegno del respiro. Il corpo, il respiro, il sesso sono l’inizio del cammino dell’amore e della meditazione. Cercare di amare senza aver prima conosciuto i piaceri del corpo è come cercare di cavalcare senza il cavallo. Rientrare in contatto con il corpo, sentirne la bellezza e aprirsi al ritmo naturale del respiro ci permette di abbandonare vecchie paure e goderci la vita a tutti i livelli, da un orgasmo sessuale alla gioia orgasmica della meditazione.
“All you need is love!” Questa indimenticabile canzone dei Beatles tocca ancora i nostri cuori. Tutti cerchiamo la magia dell’amore, al di là dei drammi emotivi e dei milioni di illusioni che complicano le nostre relazioni. Secoli di respiro trattenuto e di falsi miti sull’amore ci hanno regalato solo problemi. Più di ogni altra cosa, il mondo moderno ha bisogno di una nuova dimensione dell’amore che coinvolga tutta la Terra. Per me, un abbraccio d’amore, uno sguardo d’amore e un respiro d’amore sono alchemici!

Fate un bel respiro e preparatevi a innamorarvi di nuovo della vita!
http://www.oshoba.it/oshotimes/index.php?option=com_content&view=article&id=847&Itemid=67

 

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